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21. 01. 2022 18:59

Stefano Cucchi, Fedez elogia la sorella Ilaria: “Ci ha insegnato a difendere sempre la verità”

“Lo Stato deve aprire gli occhi, accettare le proprie responsabilità e imparare dai propri errori, per maturare”

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È un Fedez maturo e sincero, quello che elogia Ilaria Cucchi: «Ci ha insegnato a difendere sempre la verità». Il cantante ha deciso di appoggiare il settimo Memorial Stefano Cucchi “Umanità in marcia” lanciando un videomessaggio proprio dalla pagina Facebook dell’attivista, sorella di quello Stefano Cucchi morto a Roma il 22 ottobre 2009 mentre era sottoposto a custodia cautelare. Tante sono state le voci circa una morte causata dai maltrattamenti ricevuti da dei poliziotti, ma solo il 7 maggio scorso Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, carabinieri, sono stati condannati a 13 anni di carcere per aver massacrato di botte Stefano Cucchi.

Fedez e l’elogio per Ilaria Cucchi

Nel videomessaggio condiviso Fedez non ha usato mezze misure: «Lo Stato deve aprire gli occhi, accettare le proprie responsabilità e imparare dai propri errori, per maturare». Domani e dopodomani saranno due giornate importanti per ricordare Stefano Cucchi a 12 anni dalla sua morte. Venerdì, alle ore 18, al Parco degli Acquedotti a Roma ci sarà lo spoglio di una targa in suo ricordo; sabato 23 ottobre, invece, alle ore 14 ci sarà la «staffetta dei diritti», sempre al Parco degli Acquedotti. 

Ilaria Cucchi, una donna sola al comando

Dalla sua pagina Facebook Ilaria Cucchi ricorda: «Mamma e papà non ci saranno, di questi anni anni di battaglie dentro e fuori le aule di giustizia si sono ammalati entrambi. Ci saremo noi anche per loro. Ancora in tanti, ancora insieme, per ricordare che i diritti sono di tutti. E sempre con Stefano nel cuore».

L’ammirazione di Fedez

Il videomessaggio di Fedez è di quelli a cuore aperto: «Nutro un’immensa ammirazione nei confronti di Ilaria perché credo che ci abbia insegnato una grande lezione, ovvero che quando si ha una verità da difendere non bisogna mai abbandonarla, con la consapevolezza che prima o poi la verità verrà a galla. Ci ha insegnato anche che lo Stato ha il dovere di difendere i propri cittadini, in particolare le istituzioni e le forze dell’ordine dovrebbero avere a cuore la protezione dei più deboli perché non c’è niente di più viscido che essere forte con i deboli e servizievole con i potenti. Lo Stato può commettere errori ma scaricare la responsabilità sulle vittime è diabolico».

La recente condanna 

Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, i due carabinieri, sono stati condannati per falso assieme al maresciallo Roberto Mandolini e al carabiniere Francesco Tedesco, che a nove anni di distanza dall’omicidio ha rivelato il pestaggio di Stefano Cucchi da parte dei suoi colleghi.

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