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22. 06. 2021 00:14

Istituti Professionali in un limbo, il caso della Galdus di Milano

Gli IeFP ancora non sanno come poter svolgere gli esami di verifica di fine anno. La Galdus di Milano conta 2.100 alunni e il 94% di successo negli sbocchi lavorativi

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La scuola ai tempi del coronavirus: ampio dibattito su come implementare la didattica a distanza per terminare l’anno scolastico e per il ritorno in classe a settembre, nonché di come si svolgeranno gli esami di terza media (se si svolgeranno) e soprattutto di maturità, uno dei temi più scottanti e incerti.

 

Istituti Professionali, il caso

istituti professionali
istituti professionali

Se non si torna a scuola, i circa 460.000 studenti italiani impegnati nell’esame di stato saranno sottoposti solo a un orale, giudicato da una commissione formata da sei commissari interni e dal presidente esterno.

E gli IeFP, i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale? Si tratta dei corsi di studi triennali che offrono una qualifica professionale correlata allo standard europeo e possono proseguire con un quarto anno per il diploma e l’accesso alla maturità o con un ulteriore biennio di formazione specializzata.

Sono gestiti nella gran maggioranza da enti accreditati dalla Regione e in minima parte da scuole statali. In Lombardia coinvolgono 62.000 alunni, circa il 18% degli studenti di tutte le scuole superiori presenti in regione. Ma di loro e dei loro esami, nella dialettica sulla scuola di questi giorni, non si è mai sentito parlare.

Diego Montrone
Diego Montrone

Il caso. «La dimensione della formazione professionale che si trova in Lombardia non ha paragoni in altre regioni italiane – spiega Diego Montrone, presidente della Scuola di Formazione Galdus – mentre si può confrontare con altre realtà europee, dove trova pari dignità rispetto alle altre tipologie di formazione superiore».

La Galdus, che con i suoi 2.100 alunni (compresi i circa 500 in apprendistato) e una percentuale del 94% di successo negli sbocchi lavorativi è una delle realtà maggiori, con la forzata assenza dalle aule ha iniziato subito l’approccio in smart school, gestito sulla piattaforma Classroom di Google.

Ogni giorno gli alunni si collegano con i docenti dalle 8.30 alle 13.30 o 14.30, con 5/6 ore di lezioni, laboratori a distanza e verifiche. Una media che in moltissimi casi non ha paragone con quanto avviene nelle classi dei licei, che spesso riescono a collegarsi solo per 2 o 3 ore al giorno.

Esami. «Siamo in attesa di indicazioni da parte dell’assessorato regionale all’istruzione – prosegue il presidente Montrone – anche perché nel nostro caso alla verifica delle conoscenze teoriche va necessariamente associata quella delle competenze tecniche, quindi è auspicabile un esame in presenza.

Tuttavia nella delibera pubblicata il 20 aprile “Indicazioni Regionali per la Conclusione dell’anno Formativo 2019/2020” su proposta dell’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Melania De Nichilo Rizzoli non abbiamo trovato quello che ci aspettavamo: non c’è alcun cenno in merito alle modalità e alle tempistiche degli esami, né alla composizione della commissione.

Auspichiamo che tali indicazioni vengano fornite al più presto e che la possibilità di allungare l’anno al 31 agosto, stabilita nella delibera, non coincida con lo slittamento degli esami a ridosso di settembre, poiché gli alunni per quell’epoca devono già sapere dove e come continuare il percorso scolastico».

Istituti Professionali, la replica della Regione

Melania Rizzoli
Melania Rizzoli

«Stiamo aspettando un incontro con la ministra Azzolina, che mercoledì ha riferito alla Camera la possibilità di svolgere gli esami in presenza, con i sei membri della commissione interni e il presidente esterno collegato in video conferenza – spiega l’Assessore Rizzoli – Se verrà confermata questa modalità, ci adegueremo anche noi».

Tempistiche degli esami? «Dobbiamo confrontarci con l’Ufficio Scolastico Regionale e con il Ministero. Dobbiamo dare delle risposte veloci, anche perché in Lombardia abbiamo enti di eccellenza come Galdus di Milano e Cometa di Como, che offrono una preparazione che non ha nulla da invidiare al titolo accademico».

Fondi. Se la formazione professionale è rimasta esclusa dai contributi ministeriali per l’acquisto di device per la didattica a distanza, la Galdus non si è persa d’animo, come spiega il presidente Montrone:

«Abbiamo puntato ad una piattaforma facilmente utilizzabile anche con i cellulari, un device che tutti i gli studenti hanno a disposizione, a differenza di quanto può accadere ad esempio per un pc».

Il 30 marzo la Giunta regionale ha però approvato uno stanziamento di 252,2 milioni di euro per il sistema di istruzione e formazione professionale dell’anno scolastico 2020/21, risorse aumentate rispetto agli anni scorsi:

«È un’ottima cosa – fa eco Montrone – tenuto conto che tale investimento, suddiviso per i 62.000 studenti lombardi, rappresenta la metà di quello che “costa” un alunno al liceo o agli istituti professionali di Stato».

Il 22 aprile a tale cifra si sono aggiunti altri 45 milioni: «È la delibera “Salva Anno” – spiega l’Assessore Rizzoli – per rafforzare un sistema di istruzione professionale che assicura all’86% dei ragazzi un lavoro entro 6 mesi dal diploma».

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