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09. 12. 2022 00:16

Elezioni 2022: quale futuro per Attilio Fontana e Beppe Sala?

Le posizioni del governatore regionale e del sindaco di Milano dopo la schiacciante vittoria di Fratelli d'Italia

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Non c’è ancora nulla di definitivo, sia ben chiaro, ma il largo successo di Fratelli d’Italia alle recenti elezioni politiche 2022 potrebbe avere scombussolamenti anche a livello regionale e comunale. Già, perché se da una parte è indiscussa la leadership che prenderà Giorgia Meloni e il suo partito, dall’altra è innegabile come questa leadership possa significare anche maggiore campo d’azione in chiave futura, per mantenere salda la roccaforte di Regione Lombardia e provare ad estirpare al Partito Democratico la città di Milano. 

La debacle della Lega che fa tremare Attilio Fontana 

Il misero 9% raccolto dalla Lega alle recenti elezioni, oltre a mettere in bilico anche il futuro di Matteo Salvini a capo del partito, dall’altra rimescola le carte e non poco. Lo stesso Salvini ha ammesso come in questa tornata elettorale sia «… stata premiata l’opposizione» che ora si ritrova ad avere il coltello dalla parte del manico. L’umore in casa Lega è cupo, ora bisognerà subito pensare a rifondare il sistema e ricandidare Attilio Fontana a governatore della Lombardia nel 2023: «Ho letto ricostruzioni fantasiose, ma il centrodestra ha la maggioranza assoluta in Lombardia e squadra che vince non si cambia» sono state le sue parole. Difficile, però, immaginare che una forza di governo che è riuscita a passare in appena due anni dal 17 al 9% possa davvero considerarsi forte e quindi portatrice sana di idee. Anche perché in alcuni casi anche in Lombardia, Fratelli d’Italia ha preso più voti della Lega: è il caso di Monza, dove Fdi ha il 26% e la Lega l’11%. Ma anche Varese (Fdi 30%, Lega 15%), Bergamo (29%-15%), Lumezzane (34%-18%) e così via. Difficile pensare che Fratelli d’Italia, nelle prossime settimane, non chiederà di riconsiderare la candidatura di Fontana.

Attilio Fontana

La carta Letizia Moratti o l’outsider innominato

Che ci siano malumori nel partito è dato anche dall’autocandidatura a governatore, di qualche settimana fa, della vicepresidente, Letizia Moratti. Ad oggi è presto per sapere cosa decideranno di fare Giorgia Meloni e i suoi affiliati lombardi, ma è chiaro che la posizione di Fontana scricchiola.

Beppe Sala tra due fuochi 

E poi c’è lui, Beppe Sala. Quel Sindaco di Milano che è stato uno degli artefici dell’alleanza tra Pd e Impegno Civico di Luigi Di Maio (estromesso dal Governo), esattamente l’alleanza che ha provocato la rottura tra i Dem e Calenda. Senza contare che un governo nazionale di centrodestra sommato ad un governo regionale di centrodestra rischiano di rendere complicato il lavoro di Sala come sindaco.

cascina ri-nascita

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