Filippo Tortu a MT: «Il mio record nasce al Parco Sempione»

filippo tortu
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Quella di Filippo Tortu è una famiglia votata all’atletica, con il nonno Giacomo che correva i 100 metri in 10.9 nel secondo dopoguerra, il papà Salvino – velocista sardo di Tempio Pausania trapiantato in Lombardia – che ha conosciuto i momenti migliori nella carriera giovanile e ha ripreso poi da master di livello internazionale e con il fratello maggiore Giacomo che è stato diverse volte azzurro nelle varie categorie di età.

Tre “prove” che non bastano comunque a raccontare la totalità del fenomeno Tortu, classe ‘98, timido e determinato, milanese a tutti gli effetti e soprattutto il secondo italiano più veloce di ogni epoca sui 100 metri: 10.03 il primato dello scorso anno a Savona, a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, battuto il 22 giugno a Madrid correndo in 9.99.

Chi è Filippo Tortu?
«Un ragazzo normale che sta vivendo il sogno di Filippo bambino e che si sta impegnando con tutte le sue forze per raggiungere questi obiettivi. Per il resto è un ragazzo molto tranquillo, testardo, determinato e sempre allegro».

Sempre allegro: un effetto “collaterale” dello sport?
«Sicuramente lo sport influisce, ma è un po’ il mio carattere che mi porta ad esserlo».

Qual è la tua giornata tipo?
«Sveglia alle nove, colazione. Poi palestra, verso le undici. Dopo pranzo studio e poi nel pomeriggio torno ad allenarmi».

Qual è l’abc del tuo allenamento?
«La regola base è l’ossessione con la quale io e mio padre curiamo la tecnica di corsa».

Ovvero?
«Curare tutti gli aspetti della corsa, da come appoggi il piede, a come ti muovi. Potremmo parlarne davvero per ore».

Ma in che cosa consiste l’allenamento?
«Seguo tanti tipi di allenamento, facciamo qualsiasi cosa. C’è la volta in cui corro, ma attenzione: non corro mai a lungo, nel senso che non faccio mai un quarto d’ora di corsa o cose del genere…».

Scatti di velocità?
«Sì. E poi c’è la volta in cui vado in palestra e quella in cui corro un pochino più lungo, quando faccio i 200. È veramente un mondo infinito».

A Nanchino nel 2014 hai subito un infortunio immediatamente dopo il traguardo, è stato difficile superarlo?
«È stato il primo che ho avuto, ma non ha cancellato il bel ricordo di quella trasferta e di quella gara. Soprattutto è stato ancora più bello, dopo la guarigione, tornare a correre».

Cosa provi quando corri?
«Correre in gara è una delle sensazioni più belle che si possano vivere: l’adrenalina è a mille e senti proprio una combinazione tra potenza e controllo, due aspetti che devono convivere se vuoi andare sempre più veloce».

Hai un modello di riferimento?
«Livio Berruti, che ha vinto le Olimpiadi nel 1960 a Roma. Da piccolo guardavo spessissimo le sue gare, mi ha sempre affascinato. E poi ho avuto la fortuna di conoscerlo, è una persona straordinaria».

Qual è la gara che preferisci?
«Ovviamente i 100 metri».

Dove hai battuto il record di Mennea.
«Sì, ma mi piace comunque correrle tutte».

Che obiettivi ti poni quest’anno?
«Intanto nel 2020 ci saranno le Olimpiadi, ma per ora non ci penso perché preferisco concentrarmi su questa stagione: ci sono i mondiali e l’obiettivo sarebbe di tornare a correre sotto i 10 secondi».

Dev’essere difficile alla tua età avere già battuto quel record…
«Eh, abbastanza (ride, ndr). Ma è anche una bella sfida che si rinnova sempre».

Hai ancora la bacheca degli obiettivi in camera?
«L’avevo quando ero bambino e la tengo ancora come ricordo».

Altri sport che ti piacerebbe provare?
«Diciamo che non c’è solo la corsa. Sono molto appassionato di sport in generale e, in particolare, seguo con piacere il calcio».

Squadra del cuore?
«Juventus: è la squadra di mio padre e di mio nonno, è diventata anche la mia».

Fin qui Tortu l’alteta, ma il ragazzo Filippo cosa fa quando non si allena?
«Quando ho del tempo libero cerco di uscire con i miei amici che ormai riesco a vedere di rado perché, con tutti gli impegni che ho, difficilmente sono a casa. Ma, appena posso, cerco di stare con loro. Sono un tipo tranquillo, preferisco andare a cena fuori piuttosto che andare a ballare e… a fare danni».

Ti abbiamo visto a Sanremo, ti piace la musica?
«Tantissimo, l’ascolterei 24 ore su 24».

La ascolti anche per allenarti?
«No, anche se sicuramente mi aiuterebbe. Ma devo ascoltare quello che mi dice mio padre: se avessi su le cuffie non potrei».

Sei nato a Milano: qual è la tua Milano?
«Il posto che preferisco è il Parco Sempione perché mi trasmette molta calma. È veramente un bel parco, ampio e di grande respiro. Mi piace parecchio: credo sia quello per me il posto più bello della città. E poi mi piace visitare il Museo del Novecento».

Allora ci vieni spesso…
«Sì, perché mi incontro con mio cugino Giovanni che abita proprio qui. Spesso lo schieramento a cena è composto da noi due, da mio fratello e da un altro cugino».

Tutto in famiglia, insomma.
«Siamo molto uniti. E sono felice così».

Gli impegni per il 2019

Dal 2 al 13 maggio
Yokohama, Giappone
Mondiali di staffetta

29 maggio
Campo Fontanassa, Savona
Meeting internazionale di Savona

6 giugno
Roma
Golden Gala
intitolato a Pietro Mennea

Dal 29 settembre al 6 ottobre
Doha, Qatar
Mondiali di Atletica

2014
Ai Trials per i Giochi olimpici giovanili, pur salendo sul podio, manca la qualificazione sui 100 metri, prima di conquistarla sulla distanza doppia in una delle sue prime uscite della carriera. A Nanchino cade sulla linea d’arrivo in batteria procurandosi una doppia frattura a radio e ulna in entrambe le braccia

2015
Realizza il primato italiano allievi dei 100 metri con 10.33 (battendo il 10.49 di Giovanni Grazioli che resisteva dal 1976) e sui 200 in 20.92 (sette centesimi meno del 20.99 di Andrew Howe nel 2001). Poi uno stop precauzionale per problemi di crescita

2016
Stabilisce il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10.24 a Savona (meglio del 10.25 che valse a Pierfrancesco Pavoni l’argento europeo nel 1982). Nell’esperienza alla rassegna continentale assoluta di Amsterdam, sfiora la finale con 10.19. Arriva secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz

2017
Altri primati italiani juniores sui 60 indoor (6.64) e sui 100 metri (10.15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20.34 al Golden Gala) e il titolo europeo U20 a Grosseto

2018
A Savona diventa il secondo italiano di ogni epoca sui 100 con 10.03 a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, battuto il 22 giugno a Madrid correndo in 9.99


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