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19. 04. 2021 23:16

Masterchef 8, piatti come non mai

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È tutta da giocare la partita della nuova edizione di Masterchef, l’ottava che, televisivamente, parte giovedì 17 gennaio alle 21.15 su Sky Uno. Nella realtà quel manipolo di chef che vedremo ridere, piangere, sudare, fare calcoli e, ovviamente (seppur in piccola parte), spignattare in favore di telecamere, hanno incrociato i coltelli qualche mese fa e adesso sono pronti a rivedersi in televisione.

Tra i venti aspiranti al titolo di ottavo Masterchef d’Italia sono annoverati una mulettista pronta a scappare dalla fabbrica nella quale lavora per per dedicarsi ai fornelli, un giovane pescatore di 20 anni, un immigrato e molta gente in là con l’età.

LIVELLO ALTISSIMO • «Il livello è altissimo rispetto al passato. Ci sono stati presentati piatti e preparazioni straordinarie. Ammetto che a volte abbiamo fatto fatica a trovare dei difetti», ammette il veterano Bruno Barbieri, chef presente sin dalla prima stagione. «In quest’edizione abbiamo catturato il cambiamento dei nostri protagonisti», anticipa Joe Bastianich, altro giudice di lungo corso.

«Ognuno dei concorrenti lascia il programma in maniera diversa da come è entrato, tutti hanno fatto un intenso lavoro personale e, in questo percorso, noi giudici siamo diventati padri, zii e psicologi». Ma questo non ha dato vantaggi ad alcuno, giudici compresi. «La cosa strana è stata che a metà percorso per noi era ancora difficile capire chi sarebbe arrivato alla fine», sottolinea Antonino Cannavacciuolo che anche in questa stagione continuerà a elargire generose porzioni di pacche sulle spalle.

IL NUOVO CHE AVANZA • La presenza femminile in giuria è durata (troppo) poco. All’addio di Antonia Klugmann, infatti, è subentrato Giorgio Locatelli, chef 55enne che partito da Corgeno di Vergiate, sul Lago Maggiore, ha fatto di Londra la sua città con la Locanda Locatelli.

«Il mio approccio alla cucina in televisione è sempre stato rigido e ho sempre pensato che sia molto difficile giudicare il piatto di un altro piuttosto che il nostro. Poi ho capito che a Masterchef il nostro lavoro non è quello di promuovere o bocciare, ma riconoscere il talento e farlo crescere», argomenta Locatelli felice di essere tornato in Italia. «Dopo aver girato molti documentari per la Bbc, mi ha fatto piacere tornare in Italia e se la gente si divertirà la metà di quanto è capitato a me, questo Masterchef sarà un successo».

LA GARA • Mistery Box, Invention Test, Pressure Test, ospiti (tra cui Iginio Massari, Heinz Beck e Marco Pierre White) in una girandola sempre uguale a se stessa tra impiattamenti ed eliminazioni, fatto salvo per i concorrenti e gli scenari delle prove in esterna.

Tra questi ultimi l’Isola di Burano, il Castello di Grinzane Cavour, patrimonio mondiale dell’Unesco, oltre alla festa per il 40° anniversario dell’Associazione italiana persone down eletta all’unanimità come il momento più emozionante dell’intera edizione che è plastic free e antispreco. Tutti gli alimenti non impiegati sono stati donati all’Opera Cardinal Ferrari Onlus di Milano, città dove, sin dalla prima stagione, il talent show è stato registrato.

CHE FINE HANNO FATTO I VINCITORI

MASTERCHEF 1

Spyros Theodoridis

Greco di Atene, modenese di adozione Spyros Theodoridis è il vincitore della prima edizione di Masterchef Italia. Entrato come impiegato con la passione dei fornelli, Spryos si è poi dedicato alla cucina aprendo a Scandiano il 1495 Restaurant che ha lasciato nel 2017. Ha scritto due libri – Cuoco per emozione e Help Kitchen. Guai in padella e ha condotto due programmi di cucina per bambini. Nel giugno 2018 si è unito civilmente al suo compagno.

MASTERCHEF 2

Tiziana Stefanelli

Per tutti è stata l’Avvocato. Coinvolta nell’affaire dell’olio (aggiunto al suo piatto a prova finita) e perdonata dalla produzione, ha anche provato a mettersi professionalmente ai fornelli aprendo a Roma l’osteria Nest. L’avventura, però, non ha avuto il successo desiderato. Così l’Avvocato è tornata in televisione a dare il suo contributo nei programmi di cucina passando per la giuria di Cuochi e fiamme e a La prova del cuoco.

MASTERCHEF 3

Federico Francesco Ferrero

Torinese, medico e nutrizionista, Federico Francesco Ferrero non è stato certo tra i concorrenti più “simpatici” di Masterchef. Conquistato il titolo ha continuato il suo lavoro affiancandogli anche quello di “foodteller”, come ricorda in una sezione del suo sito internet. Cura, infatti, per La Stampa la rubrica “DoctorChef”. Nel suo ultimo libro L’apericena non esiste dispensa consigli per rimettersi in forma dribblando le insidie golose.

MASTERCHEF 4

Stefano Callegaro

La vittoria di Stefano Callegaro è stata la più contestata. Anticipata da Striscia La Notizia che insinuò il dubbio che non si trattasse di un cuoco amatoriale, la proclamazione ha avuto un lungo strascico legale. Alcuni concorrenti, infatti, vollero vederci chiaro e pure Magnolia, la società produttrice, intentò una causa contro di lui che si è chiusa un anno fa a favore di Callegaro. L’ex concorrente, oggi, continua a fare il cuoco.

MASTERCHEF 5

Erica Liverani

Entrata come fisioterapista, un passato da bulimica e una figlia da crescere come madre single, a Masterchef oltre la vittoria ha trovato anche l’amore scoccato con Lorenzo De Guio, macellaio vicentino. Oggi Erica non utilizza più le mani per massaggiare muscoli. Dopo tante esperienze e una nuova vita da foodblogger, infatti, si è messa a preparare pasta fresca e altre pietanze nella rosticceria Raflò aperta da poco a Ravenna insieme alle sue sorelle.

MASTERCHEF 6

Valerio Braschi

Con la vittoria conquistata a 19 anni è, fin qui, il più giovane vincitori del talent show culinario. A lui Bruno Barbieri ha offerto uno stage nel suo ristorante bolognese che, però, Braschi ha rifiutato per accettare quello offertogli, sempre in trasmissione, da Igles Corelli ospite della puntata finale di quell’edizione. Continua a fare esperienze e partecipare a cooking show mentre continua la sua formazione sognando un suo ristorante.

MASTERCHEF 7

Simone Scipioni

Dopo aver pubblicato il libro Al mio paese. La mia cucina tra terra e mare, benefit conquistato in quanto vincitore, è ancora impegnato in show cooking ed eventi in giro per l’Italia. Giovane marchigiano di Montecosaro, Simone Scipioni ancora per qualche settimana sarà il campione in carica di Masterchef. Anche lui come Braschi vorrebbe aprire un ristorante nel suo paese ma, fin qui, non è ancora entrato professionalmente in cucina.

IL PERSONAGGIO

«Cari concorrenti, mantenete sempre l’umiltà»

Il milanese Michele Cannistraro ha vinto, appena una settimana fa, la prima edizione di Masterchef All Stars

di Christian Pradelli

Michele, cosa è cambiato fra le tue due partecipazioni?

«Sicuramente il livello più alto: in Masterchef All Stars mi sono confrontato con degli chef. Dei cuochi professionisti. Ora mi trovo con persone che lo fanno di lavoro tutti i giorni».

All’inizio chi pensavi fosse il favorito?

«Credevo Almo (Bibolotti, secondo classificato della terza edizione, ndr) fosse un pochino più forte, come Alida, solo che in questo Masterchef si basa molto sulla tecnica. E le prove erano molto tirate».

Che rapporto hai avuto in generale con gli altri concorrenti?

«Io sono abituato a venir fuori nelle sfide difficili, durante le prove non fai mai piatti che sono al 100% nelle tue corde. Quando è arrivato il momento di spingere, mi sono staccato dal gruppo e ho cercato di fare la mia strada. Dopo la vittoria nella prova con Massari mi sono detto: “Qui devo vincere Masterchef”. La mia arma vincente è stata allontanarmi dalle amicizie anche nel residence».

In finale sei arrivato con Simone e Rubina.

«Simone è molto valido, anche se un po’ cocciuto di testa. Molto bravo è anche Maradona (Youssef, ndr) Maurizio (Rosazza Prin, ndr) ha delle buone idee, ma forse un po’ troppo spinte. Rubina, invece, secondo me non meritava la finale: durante il programma si è fatta male più volte. La vorrei vedere con in mano i coltelli tutti i giorni…».

Che impressione hai avuto di Giorgio Locatelli?

«Un figo pazzesco, molto affascinante. Ha una grande parlantina ed è molto tecnico. Quando assaggia il piatto, se lo gusta proprio e poi dice cose molto sensate».

Come hai scelto di cuocere in finale quel grande pezzo di carne?

«Battevo sempre il campanello per primo per prendere poi tempo proprio per la carne. Tutto il mio menù è povero, però ho tirato fuori grandi piatti. Secondo me foglie d’oro e caviale di lumaca sono sprecati in cucina».

È stata una rivincita?

«Sono stato eliminato a Masterchef 3 per un piatto di cui non sono ancora d’accordo».

Venendo alla nuova edizione, che caratteristiche deve avere il Masterchef del futuro?

«Masterchef ti dà uno spunto. Bisogna essere bravi a farsi valere perché quando finisce il programma ti chiamano in tanti, ma poi i contatti devono rimanere. Bisogna sempre imparare, mantenere l’umiltà e avere in mente il proprio obiettivo».

Come vedi il tuo futuro?

Ho studiato poco, mi sono affiancato a degli chef, ma vedo nel futuro di ampliare il mio servizio di catering e di perfezionare i miei menù. Non voglio chiudermi in un ristorante: voglio continuare a correre in moto».

Stella polare del programma resta Bruno Barbieri. O no?

«L’ho trovato molto in forma, forse più bello di prima. Ma fondamentalmente è sempre lo stesso. Lo adoro, ma quando ho voluto fare la quaglia ad esempio mi ha voluto sottolineare come i piatti mi vengano meglio quando partono dalla mia testa».

Quindi in quella prova hai davvero buttato l’occhio su Maradona?

«Beh… (ride, ndr) Maradona l’ho sempre stimato molto…».


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