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18. 01. 2021 06:13

Piazza Affari, la rabbia degli studenti: «Siamo delusi. La scuola non è una ricorrenza, ma un diritto»

Il 2021 inizia nello stesso modo in cui era terminato l'anno precedente: studenti in piazza contro la DAD

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Isabella e Andrea sono all’ultimo anno del liceo Berchet. Oggi non sono ancora tornati a scuola e non torneranno neanche l’11: «Ci hanno comunicato che settimana prossima solo i ragazzi di prima e seconda faranno lezione in presenza» .

Intanto, in una fredda mattinata milanese, sono seduti con i loro libri di latino sotto i portici in Piazza Affari, dalla parte opposta del Palazzo degli Affari. Aspettano di fare lezione online circondati da altri studenti, da genitori e insegnanti riuniti stamattina dal comitato Priorità alla scuola.

priorità alla scuola
Sara Mastronicola

La manifestazione.  «I miei figli sono ancora piccoli e quindi per fortuna stanno frequentando la scuola elementare in presenza, ma sono qui per il loro futuro – racconta Sara Mastronicola mamma che fa parte del comitato -. Fin da aprile scorso stiamo chiedendo il tracciamento dei positivi e tamponi rapidi nelle scuole. Speravamo che durante le vacanze sarebbero stati messi a punto gli accorgimenti necessari per ripartire in sicurezza il 7 gennaio, come promesso. A gennaio i dirigenti e gli insegnanti che si erano organizzati con turni di entrata e uscita si sono sentiti dire che la ripresa delle lezioni in presenza sarebbe stata ancora rimandata. La scuola non è una ricorrenza, ma un diritto. I nostri ragazzi non saranno né competitivi né formati».

Alla manifestazione è presente anche Carla Pedrazzi, professoressa dello Steiner. «Oggi mi trovo qua a protestare per la mancata ripartenza del 7 gennaio – spiega -. È stata la conferma di una progettualità mancata. Pensiamo che un rientro al 50% possa essere già un buon successo, ma chiediamo che si riparta davvero almeno con questa percentuale in presenza. Lo chiediamo per gli studenti: pedagogicamente è molto pericoloso interrompere continuamente gli obiettivi che vengono posti».

 

 

In breve

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