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20. 05. 2022 01:56

Torre dei Moro, offerti dei nuovi appartamenti agli inquilini: «Ci si apre il cuore»

Questa mattina sono stati mostrati agli inquilini della Torre dei Moro degli appartamenti Aler nella zona di Corso XXII Marzo: la vicenda sembra finalmente arrivare ad un epilogo positivo

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Una luce in fondo al tunnel. È quella che hanno visto questa mattina alcuni dei residenti della Torre dei Moro, il grattacielo andato in fiamme il 29 agosto scorso, data a partire dalla quale le 80 famiglie che lo abitavano sono rimaste senza una casa. Se una parte di loro ha trovato una soluzione sul mercato libero, 35 famiglie sono tutt’ora in condizioni abitative precarie: chi sul divano di amici o parenti, chi al vicino Quark Hotel, chi in un B&B da cambiare ogni mese. Oggi a 13 di questi nuclei famigliari sono stati mostrati degli appartamenti Aler in via Fratelli Bronzetti, zona Corso XXII Marzo, 4,5 km da via Antonini.

Nuovi appartamenti per gli sfollati della Torre dei Moro

«Oggi è una giornata particolarmente positiva e voglio ringraziare l’avvocato Martinelli, Capo Segreteria del presidente Fontana, oltre che il sottosegretario Scalfarotto, che si è dato molto da fare per noi e ovviamente il Comune di Milano – ha commentato Mirko Berti, rappresentante dei residenti di Torre del Moro -.Dopo 5 mesi vedere degli appartamenti ci apre il cuore. Certo, ogni volta che si passa davanti a via Antonini è come perdere nuovamente qualcosa, perché siamo tutti legati alla nostra casa, che è stata acquistata con sacrificio e dove intendiamo rientrare il prima possibile. Qui oggi vediamo 15 appartamenti che, sommati a quelli del Comune di Milano in Via Antegnati, dove però può entrare solo chi ha determinati requisiti di reddito e non possiede una seconda casa su tutto il territorio nazionale, forse ce la facciamo a sistemare tutti».

Un tavolo istituzionale per bloccare la trattativa

«Tutto ha cominciato a muoversi quando Scalfarotto si è preso in carico il tavolo istituzionale, che io chiedevo dal 10 settembre e che invece non era mai partito – precisa Mirko Berti – Anche il Comune si è seduto al tavolo, insieme allo Stato e alla Regione e guarda caso sono arrivati i soldi: 500 euro a famiglia, una tantum, sono arrivati adesso dopo 5 mesi; altri 1.500 per le spese personali documentate li stiamo aspettando mentre dovrebbe esserci un terzo contributo del Comune, legato al reddito e al nucleo familiare. Infine Scalfarotto pare abbia reperito ulteriori fondi al Ministero, legato alle politiche sociali, che servirà ad esempio per arredare le nuove case».

Questione blocco dei mutui: «Siamo riusciti ad ottenere un incontro con Intesa San Paolo, che ha disposto il blocco per tre anni per chi è già correntista presso di loro. Purtroppo il Comune avrebbe dovuto trovare un accordo con tutte le banche, invece non è stato così e quindi oggi abbiamo istituti, tipo quelli a capitale francese, che non bloccano il mutuo oltre i 12 mesi, quindi a breve avremo il caso di chi dovrà pagare sia il canone che la rata del mutuo. Anche di questo abbiamo parlato al tavolo con Scalfarotto, ma qualcuno deve attivarsi, non posso io chiamare le singole banche. Altrimenti chiamo la Moratti, se non diventa presidente della Repubblica, che è l’unica che ci ha risolto due problemi in un quarto d’ora».

Infine il capitolo rimborsi da parte delle assicurazioni: «È tutto fermo, non si possono fare le perizie perché il palazzo è sequestro».

 

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