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26. 10. 2021 23:20

Con la pandemia sempre più fumatori: la ricerca dello Ieo

La dipendenza è aumentata con la pandemia soprattutto tra le donne. Lo Ieo celebra la giornata di lunedì

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Durante la pandemia l’uso di tabacco e dispositivi sostitutivi è aumentato, anche se una percentuale di persone giovani e di mezza età ne ha approfittato per ridurlo. Lo rileva l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco che si celebrerà lunedì 31 maggio.

Lo studio dello Ieo: «Sempre più fumatori»

«Nella prima fase della pandemia c’è stato un aumento del consumo giornaliero di sigarette, in particolare tra le donne. Le gravi conseguenze sociali, economiche, l’accresciuto livello di incertezza e l’isolamento sociale hanno generato un aumento di ansia, paura, senso di solitudine e depressione, barriere all’abbandono del fumo», spiega Gabriella Pravettoni, responsabile del Centro Antifumo dello Ieo.

Anche qualche segnale positivo

Contemporaneamente c’è stata una riduzione del fumo tra i 18 e 34 anni e dai 30 ai 50 anni. «Nei giovani la sigaretta, oltre che avere un valore di ricerca dell’identità, ha una dimensione sociale fondamentale – continua l’esperto -. Il venir meno del contatto con il gruppo dei pari e delle occasioni di divertimento potrebbe aver spinto molti ad abbandonare la sigaretta».

Per la fascia 30-50 anni invece si può ipotizzare che la pandemia abbia rappresentato un momento in cui riflettere sui danni causati dal fumo alla salute, spingendo a fare dei concreti tentativi per smettere.

Molti avrebbero cercato di smettere di fumare percependosi più a rischio di ammalarsi e avere conseguenze ai polmoni, già compromessi dal fumo. «Il danno del Covid alla popolazione di fumatori ed ex-fumatori è enorme perché li ha allontanati dagli ospedali – conclude Lorenzo Spaggiari, direttore del Programma Polmone dello Ieo -. Il blocco di esami e visite oncologiche con lo stop agli screening ha creato le premesse per un’epidemia di tumori nei prossimi anni. Per questo abbiamo scritto al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e al Ministro della Salute, Roberto Speranza, perché l’Italia introduca un programma pubblico di screening con tac a basse dosi per i forti fumatori»

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