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24. 05. 2022 16:58

Lavoro, dedizione: Pioli

È diventato grande insieme al suo Milan, sebbene i due anni in rossonero siano stati a tratti difficili, travagliati: fenomenologia dell’allenatore della rinascita

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Ultima chiamata per il treno scudetto. Ultima chiamata per passare da una stagione “normale” ad una – come dice lui – speciale. Nonostante tutto. Stefano Pioli è da due anni a questa parte l’uomo copertina di un Milan che lentamente ha rialzato la testa dopo anni bui.

Il derby di Pioli

È l’allenatore simbolo della rinascita, quello che dopo tanto girovagare trova la sua dimensione. È diventato grande insieme al Milan, sebbene i due anni in rossonero siano stati a tratti difficili, travagliati. Specie all’inizio. Arrivato tra lo scetticismo generale in uno dei Diavoli più in confusione di sempre, con il lavoro e la dedizione è riuscito a spegnere tante critiche trasformandole in elogi.

In suo soccorso, non dimentichiamo, è arrivato Zlatan Ibrahimovic. Il totem. I due hanno subito instaurato un rapporto sereno e trasparente fatto di scambi di idee, ma soprattutto di rispetto reciproco. Proprio una doppietta di Zlatan ha regalato a Pioli la scorsa stagione il suo primo e unico derby vinto da allenatore. Poi l’obiettivo Champions raggiunto all’ultima giornata, adesso la velata meta scudetto arrivata al giro di boa. Difficile, non impossibile.

Pioli sulle montagne russe

Dalla disfatta di Bergamo di dicembre 2019, il Milan e Pioli ne hanno fatta di strada. Arrivare a lottare per lo scudetto due stagioni consecutive può definirsi già un notevole traguardo se parametrato ai precedenti otto anni. Il cammino rossonero per Pioli è stato un susseguirsi di emozioni. Occupare stabilmente le prime posizioni di classifica senza soffrire di vertigini ha mostrato la crescita di un gruppo che punta in alto.

Qualche intoppo, insomma, non può e non deve mettere a repentaglio un progetto che funziona: arrendersi è vietato. Lo sa bene il suo avversario, Simone Inzaghi, che al derby d’andata si presentava con sette punti di ritardo. Dopo il pareggio di San Siro la distanza rimase invariata, ma in tre mesi l’Inter è riuscita più o meno agevolmente a riprendersi la vetta. I punti adesso sono quattro, ma di vantaggio, con una partita in meno.

In caso di vittoria si allungherebbe a +7, lo stesso margine che il Milan aveva all’andata. Da quel 7 novembre gli equilibri sul Naviglio si sono capovolti, con Pioli che ha conosciuto le prime grandi difficoltà, le sconfitte e i primi punti persi, i tanti infortuni. Ma nulla sembra averlo scalfito. L’obiettivo? Sempre quello: tirar fuori il massimo dai suoi ragazzi. E prima o poi i risultati arriveranno. Anzi, ritorneranno.

Obiettivo di Pioli, invertire la rotta.

Intanto, con la sosta di gennaio e l’anemico pareggio con la Juventus alle spalle, il derby diventa l’occasione per invertire la rotta. Già: invertire la rotta. Qualcosa che a Pioli spesso riesce dopo le pause della Serie A: se da una parte, infatti, l’approccio alla stracittadina resta un mezzo tabù, dall’altra il ritorno dalla sosta porta fortuna al tecnico rossonero con un bilancio che parla di ventun punti in dieci partite. Salire a ventiquattro in undici sarebbe ideale per continuare a sognare.

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