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05. 03. 2021 17:14

Peacox Milano: quando il basket significa inclusione

Il capitano dei Peacox Basket Joseph Nakle racconta l'avventura della nuova squadra di basket inclusiva di Milano

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Si chiama Peacox Basket Milano e si tratta della prima squadra italiana completamente inclusiva LGBTQIA. Ideata nel pieno del primo lockdown, ha visto la “luce” circa un mese fa con i primi allenamenti ufficiali.
Ma la felicità è durata poco perché l’ordinanza regionale del 16 ottobre, per contrastare il dilagare del Covid-19 in Lombardia, ha sospeso tutta l’attività. E così sarà ancora per parecchio tempo. «Speriamo che questo momento passi in fretta», ammette a Mi-Tomorrow Joseph Nakle, fondatore e capitano del roster milanese.
Nakle, com’è nata l’idea? Joseph Nakle peacox basket
«Io ho già giocato a basket in squadre inclusive, a Parigi e Barcellona, quando vivevo lì. Arrivato a Milano e scoperto che non esisteva nessuna squadra inclusiva di basket, mi sono messo all’opera».
Quanti siete nel roster?
«Siamo in 12, ma il roster è misto perché è composto da Lgbt e amici. Ognuno arriva da realtà diverse ma, tutti, siamo uniti dall’amore per la pallacanestro».
Quando inizierete il campionato?
«Nella primavera 2021 faremo il nostro esordio nel torneo Pgs (Polisportiva Giovanile Salesiana, ndr), un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni. Faremo questo campionato amatoriale che prevede una partita a settimana. Al momento giocheremo nel Pgs perché, in Italia, non esistono altre formazioni di basket inclusive come la nostra».
Com’è, invece, all’estero?
«Sono avanti anni luce rispetto a qui. In Spagna, ad esempio, esistono ben 12 squadre, quasi una per città, che si sfidano in un campionato a sé. Anche in Francia è così. Spero che la nostra squadra dia un nuovo impulso a tutto il movimento».
Esistono già competizioni internazionali?
«A livello amatoriale la comunità Lgbt organizza tornei internazionali dove, oltre ai paesi europei, coinvolge anche Stati Uniti, Israele e molti altri. Ci sono anche gli EuroGames, che sono come dei campionati europei, oltre ai Gay Games che sono le Olimpiadi internazionali del nostro movimento. Come Peacox Basket Milano, ci siamo iscritti agli EuroGames che quest’anno saranno a Copenaghen ad agosto. Covid-19 permettendo».
Che sforzi economici ci sono dietro questa squadra?
«Bisogna pagare la palestra per l’utilizzo, quella dell’Iti Cartesio di Cinisello Balsamo, oltre a tesseramenti, divise e altre spese collegate: stiamo parlando di circa 3.000 euro a stagione. Fortunatamente abbiamo trovato uno sponsor, WineLivery, che ci coprirà tutti i costi».
Ci sono stati episodi discriminatori?
«Per fortuna non ci è mai successo niente di particolare. È solo capitato che qualche giocatore non fosse dichiarato e, nello specifico, avesse paura del giudizio della propria famiglia. Milano, sotto questo punto di vista, è molto open: non a caso la squadra è nata qui. Ci auguriamo possa essere un esempio per il resto d’Italia».

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