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19. 07. 2024 08:08

Red Bull Wake the City, il wakeboard illumina i Navigli con Piffaretti: «In Darsena con i top del mondo»

Il campione del mondo Massimiliano Piffaretti presenta l'evento, un autentico spettacolo acquatico

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Musica, acrobazie, velocità, adrenalina e divertimento. Tanto. Eppure non basta per spiegare ciò che sarà Red Bull Wake the City. L’evento, domani dalle 15.00, promette di regalare incredibili emozioni nel cuore di Milano. La Darsena verrà trasformata in un’arena per il wakeboard: nel bacino milanese – attraverso un impianto simile allo skilift – gli atleti, che gareggeranno in coppia, saranno trainati sull’acqua da un bilancino (senza bisogna di una barca) e con le loro acrobazie (trick, ndr) dovranno superare gli “ostacoli” situati in Darsena. «Una volta che inizi, non smetti più», assicura Massimiliano Piffaretti, campione del mondo comasco di wakeboard nel 2015 a Cancun. L’atleta di Sala Comacina è stato anche nominato Rider of the Year nel 2019 dalla prestigiosa Alliance Wake.

Red Bull Wake the City, intervista con il campione del mondo Massimiliano Piffaretti

Piffaretti, che cosa dobbiamo aspettarci?
«I fuochi d’artificio: ci saranno campioni da tutto il mondo. Ci sarà anche l’americano Parks Bonifay, una star del nostro mondo. In acqua, la sfida sarà basata sulla creatività e il feeling con il proprio partner. Io affronterò la gara insieme all’austriaco Dominik Herlnler. Non siamo obbligati a fare le stesse figure o acrobazie: dovremo solo stupire chi ci guarda con i nostri tricks».

Quante coppie ci saranno in gara?
«Ci saranno 20 team: 12 coppie maschili e 8 femminili».

Crede sia facile come sport?
«A primo impatto può sembrare difficile iniziare: la partenza, stare in equilibrio sulla tavola, tenere il bilancino in mano… Eppure non è così: appena si imparano le basi, il resto viene quasi istintivo».

Dove ha incominciato il wakeboard?
«Ho iniziato sul Lago di Como quando ero piccolo: all’epoca gli impianti dedicati erano pochi. Adesso è diventato molto più accessibile: a Milano c’è il Wakeparadise dell’Idroscalo, ma ci sono anche tanti altri posti. Sono felice che stia crescendo così tanto il movimento italiano perché, all’epoca, io sono dovuto “emigrare” in America, in Florida, per poter praticare il wakeboard a livello professionistico».

Com’è sciare negli Usa?
«È più facile perché si può praticare tutto l’anno e la benzina costa molto meno. E poi il movimento americano è molto più grosso e ci sono tante gare di livello».

Dopo l’oro mondiale dell’Italia dello scorso anno, quale sarà quest’anno la sfida con la nazionale?
«Gli Europei di Beernem, in Belgio, dall’11 al 16 settembre».

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