fischnaller
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«Un’Olimpiade a Milano? Sarebbe fighissimo…». Non ha dubbi Roland Fischnaller. Il fuoriclasse italiano – cinque partecipazioni olimpiche e campione del mondo nel 2015 in slalom parallelo nello snowboard – è reduce dalla presentazione dell’allenamento Energy Hiit in una delle palestre McFit di Milano.

Fischnaller, lei ha già vissuto lo spirito olimpico sulla sua pelle: cosa comporterebbe per Milano?
«Ho avuto la fortuna, con i miei 38 anni, di aver vissuto già cinque Olimpiadi: è un evento fighissimo che dà moltissima unità al Paese che lo ospita. Servirebbe tanto a noi italiani perché, anche se non pensiamo sia possibile, agli occhi del mondo possiamo dare un’immagine differente. E poi sarebbe fantastico vincere il medagliere in casa».

E sul binomio Milano-Cortina?
«Sarebbe un punto di forza combinare città e montagna: Milano-Cortina darebbe un elemento di novità».

Nel 2015 l’Expo è stato un volano per le infrastrutture della città: un’Olimpiade darebbe altra linfa in questo senso?
«I Giochi permetterebbero ancora ulteriori gradi di sviluppo e internalizzazione: l’ho già visto a Torino 2006, ma soprattutto a Vancouver 2010. Qui siamo andati l’anno prima delle gare: quando siamo tornati per le Olimpiadi aveva fatto passi da gigante».

Crede che Milano sia la città italiana con maggiore appeal internazionale?
«Sì, perché è conosciuta in tutto il mondo per la sua moda, la finanza e molto altro: con le Olimpiadi sarebbe conosciuta anche come città per lo sport».

Una struttura permanente al chiuso dove si possa sempre sciare e fare snowboard aiuterebbe ad avvicinarsi maggiormente a questi sport?
«Al giorno d’oggi gli indoor funzionano tantissimo e la neve artificiale è di buona qualità. Gli indoor sono presenti in molti posti come in Germania e Olanda, ma anche a Mosca dove c’è più freddo rispetto a qui».

Fischnaller, da poco ha compiuto i 38 anni: fino a dove vuole arrivare?
«Sicuramente fino a Pechino 2022: a febbraio ci saranno slalom e gigante parallelo di Coppa a Secret Garden, sede olimpica tra quattro anni. In più quest’anno ho iniziato a lavorare con Matteo Artina, preparatore di Sofia Goggia e Michela Moioli e il lavoro sta funzionando: lo sento già sulla tavola. Anche i Giochi in Italia sarebbero uno stimolo per la mia settima Olimpiade…».