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11. 05. 2021 05:47

Sci, l’ex campionessa Giordani: «Mai e poi mai avrei pensato di vivere le Olimpiadi a Milano»

Ex protagonista della “Valanga rosa”, oggi Claudia Giordani coordina un movimento territoriale da 1.500 tesserati

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Sono iniziati domenica a Cortina e proseguiranno fino al 21 febbraio i Campionati del Mondo di sci alpino, il primo evento sportivo di portata mondiale in era Covid, il cui avvio cade praticamente a cinque anni esatti dall’inaugurazione dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

Una coincidenza che pone particolare attenzione su questa competizione e sulla sua organizzazione, che vedrà oltre 600 atleti da 70 nazioni. «Milano è già con Cortina adesso», sottolinea Claudia Giordani, vicepresidente del Comitato Provinciale Milano – Federazione Italiana Sport Invernali e delegata Coni per la Città metropolitana di Milano.

La Giordani è anche un’ex sciatrice alpina, atleta di punta della “Valanga rosa”, la nazionale italiana femminile degli anni ’70, vincitrice di tre gare di Coppa del Mondo e della medaglia d’argento nello slalom speciale ai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976.

ll Mondiale di sci può essere considerato una “prova generale” di avvicinamento al 2026?
«Bisogna sottolineare il fatto che in questo periodo di emergenza sanitaria l’Italia e gli sport invernali siano riusciti a mantenere fede a un appuntamento cruciale, che grazie ad un grande lavoro istituzionale e sportivo si è riusciti a concretizzare».

Un precedente importante.
«Direi di sì. E il fatto che sia a Cortina, visto l’appuntamento olimpico tra cinque anni, è stato uno dei fattori che ha motivato e rafforzato la volontà di voler disputare questi mondiali, perché costituiscono un precedente importante per quello che saranno le Olimpiadi, sia dal punto di vista organizzativo che tecnico».

Cosa significano per lei, milanese, vivere le Olimpiadi invernali a Milano?
«Fino al momento dell’assegnazione a me sembrava quasi impossibile. Io, che ho vissuto da milanese la mia esperienza sulla neve in montagna, mai e poi mai avrei pensato che una cosa così potesse accadere nella mia città. I tempi si evolvono, la montagna è un territorio straordinario che noi milanesi amiamo tantissimo, ma che un tempo era lontana anche dal punto di vista della mobilità».

Oggi è diverso.
«Esatto. E i Giochi restano un’opportunità importantissima per i milanesi sportivi e non, anche perché la federazione sport invernali di Milano ha 1.500 tesserati e sono 33 gli sci club nelle provincie di Milano, Monza e Lodi, dove si pratica anche attività paraolimpica».

Quanto pesa l’infortunio di Sofia Goggia?
«Sofia è una grandissima campionessa, anche in questi momenti difficili. Benché fosse più che favorita nella discesa libera, la squadra italiana nel suo complesso si presenta abbastanza agguerrita, soprattutto al femminile. La vittoria di venerdì a Garmisch di Dominik Paris, dopo un infortunio rilevante, ci racconta di un’impresa sportiva pazzesca, che ribadisce la potenza e il valore dei nostri velocisti».

 

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