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17. 06. 2021 02:02

“Caso camici”: l’sms che smentisce Fontana

Emergono nuovi retroscena sull'indagine che vede coinvolto il presidente Attilio Fontana

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Emergono nuovi retroscena sul “caso camici” che ha travolto il presidente Attilio Fontana. Il governatore lombardo si è sempre dichiarato all’oscuro delle trattative tra il cognato Andrea Dini di Dama S.p.a ed Aria, l’azienda regionale per gli acquisti. Tuttavia dalle intercettazioni telefoniche spunta un sms che potrebbe smentire la versione di Fontana.

L’sms incriminato. Il messaggio al centro dell’indagine è datato 6 aprile.  Roberto Dini è in contatto con l’assessore Raffaele Cattaneo a capo della task force regionale e stanno studiando come riconvertire la Dama s.p.a nella produzione di camici. Affinché tutto ciò si concretizzi serve reperire decine di metri quadri di tessuto per avviare la produzione.

Fontana caso camici

Così il 6 aprile Dini contatta Paolo Maria Rossin di Indutex spa. Il titolare dell’azienda si scusa con l’imprenditore per aver ormai già venduto tutto il materiale a sua disposizione. «Non capisco — reagisce Dini nell’intercettazione —. È stato Cattaneo e mio cognato il governatore Fontana a dirmi di contattarla. Dirò che si sono sbagliati».

Il messaggio sembra far intendere che il presidente Fontana non fosse in realtà all’oscuro della vicenda e smentisce la tesi difensiva dei suoi legali, secondo i quali il governatore sarebbe venuto a conoscenza del contratto solo a maggio inoltrato.

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