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04. 12. 2022 19:24

Boomdabash, i re dell’estate: «Milano, sei Tropicana!»

Vent'anni di reggae insieme ai Boomdabash, che Mi-Tomorrow incorona ancora una volta re dell’estate con Annalisa: «Ma ora vogliamo tornare a Sanremo»

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Per la band campione di streaming e platini è già una nuova estate di musica: la favola Boomdabash nasce nel 2002 come classico jamaican sound system, grazie all’incontro di Blazon, Biggie Bash, Payà con Mr. Ketra, per un futuro già scritto di contaminazioni di generi e sonorità innovative. Tropicana è solo l’ultimo – già annunciato – dei tanti successi di questi primi vent’anni di carriera. Sarà per questo, forse, che la redazione di Mi-Tomorrow ha scelto pressoché all’unanimità di decretarli re dei tormentoni anche per questo 2022.

Boomdabash, la nuova sfida: «Ora vogliamo tornare a Sanremo»

Biggie, domani su Netflix sbarcherà il film Sotto il sole di Amalfi, con la colonna sonora firmata Boomdabash. Com’è nata questa nuova sfida?
«Non avevamo mai lavorato per il mondo del cinema, è stata un’esperienza nuova, stimolante, ma difficile. Ci hanno commissionato un nuovo arrangiamento di Un’estate al mare di Giuni Russo. L’omaggio è stato fatto con la giusta attenzione, ci tenevamo a non snaturare un brano monumentale della canzone italiana. Sento che ci regalerà tante soddisfazioni».

Mentre Tropicana scala le classifiche.
«È un brano energico, nasce dalla voglia d’estate che è in ognuno di noi, porta con sé la speranza di farci tornare a ballare, con una nuova, e migliore, consapevolezza dopo quello che abbiamo passato di negativo».

Non a caso siamo passati da «Tu abbracciami forte per tutte le volte che non hai potuto ieri» di Karaoke a «Ballo anche se arriva il temporale». E ci piace…
«La musica ha il grande potere di unire le persone, regala emozioni positive: una canzone può farci stare bene per tre minuti e farci dimenticare le mille difficoltà quotidiane. Puntiamo a quello, come sempre».

Perché Annalisa?
«La stimiamo da tempo. È la compagna di viaggio perfetta per questo brano, essendo un’artista che condivide con noi l’amore per la sperimentazione musicale».

In cosa ha funzionato questa scelta?
«Ha una voce eccezionale e carismatica, sensuale ma incisiva, un timbro che accarezza ma allo stesso tempo punge e graffia. La sua timbrica rende Tropicana una banger hit già al primo ascolto».

boomdabash

Strano che non vi siate incrociati prima.
«Ci rincorrevamo da anni, in realtà. Questo era l’anno giusto per fare qualcosa insieme. Quando lo abbiamo inciso abbiamo subito avuto la sensazione di aver fatto centro».

Torna prepotentemente anche la dancehall jamaicana.
«Non può mancare nella nostra produzione, ma questa volta l’abbiamo contaminata con influenze che arrivano da panorami musicali completamente agli antipodi».

Ad esempio?
«Questa forte connotazione dance ricorda anche quella degli anni Novanta. La scelta del titolo non è casuale».

È un tributo?
«Anche se il celebre brano del Gruppo Italiano risale al 1983, ha fatto la storia anche degli anni a seguire. Queste forti sonorità ci permettono di fare un viaggio temporale alla ricerca di un ritmo catchy e dal drop accattivante. Poi il ritornello afro house rimanda al nostro dna».

La vostra estate live è già iniziata. Il pubblico è tornato ad assaporarne la normalità?
«La percezione è quella di aver trovato un pubblico carico ed estremamente pronto a tornare a vivere. Per noi artisti questa è la prima estate della vera libertà».

Prima non lo era?
«Nelle passate estati si parlava di libertà, ma era col freno a mano tirato. Si percepiva la paura di un settembre catastrofico per la crescita dei contagi. Eravamo felici di tornare ad incontrarci, ma anche scettici sul futuro. Quella del 2022, con tutti gli scongiuri del caso, sarà la prima estate da vivere a cuore un po’ più leggero».

Con 30 dischi di platino e d’oro alle spalle, ormai potete dire di possedere la ricetta della hit di successo.
«In realtà la nostra non è una ricetta, non ci sono strategie precise dietro la speranza di un risultato ai vertici. Il nostro approccio è entrare semplicemente in studio per fare quello che ci piace: se al primo ascolto di un provino abbiamo subito voglia di ascoltarlo nuovamente vuol dire che ha i numeri per fare bene. Fortunatamente il nostro gusto, nel tempo, ha coinciso con quello di molte persone. La nostra prima sensazione non ha sbagliato».

boomdabash

Cosa ti senti di dire a chi pensa che generiate solo tormentoni estivi?
«Molti ci identificano come la band dei tormentoni, è vero. E lo siamo. Ma i nostri dischi di platino sono anche invernali. La gente è abituata a giudicare superficialmente, le riflessioni da fare sarebbero altre».

Ovvero?
«Non bisogna dimenticare che il cosiddetto tormentone genera anche un benessere smisurato nelle persone, in questi anni si è visto. Questa è solo una delle pagine della ormai ventennale storia dei Boomdabash».

Il momento più duro di questi vent’anni?
«Quando, a causa di un furto nel 2008, perdemmo tutti i demo e le nostre prime registrazioni. Eravamo in procinto di incidere, non senza fatica anche economica, il nostro primo disco. Si rivelò un momento difficile, passavamo più tempo in banca a chiedere prestiti che in studio, ma la voglia di ricominciare non ci ha mai abbandonato».

E il momento da incidere nella pietra?
«Senza dubbio Sanremo 2019. È stata una consacrazione per la nostra carriera. Con otto milioni di persone che mediamente ascoltavano il tuo inedito a sera, si parla di una cassa di risonanza importante».

Con Per un milione avete sdoganato anche il reggae a livello nazionale, proprio a Sanremo. Però, per alcuni, è ancora un genere “periferico”. Perché?
«C’è una buona fetta di puristi del reggae che non vuole che diventi mainstream. Lo abbiamo capito, visto che sono gli stessi che non ci vedono di buon occhio: abbiamo ricevuto tante critiche proprio dai professionisti del genere».

Come mai?
«Per la paura che si possa contaminarne l’integrità con passaggi televisivi e radiofonici. Nulla di più sbagliato, secondo me. Se pensiamo al profeta del reggae, Bob Marley, è tuttora presente nelle principali stazioni radiofoniche di tutto il mondo e viene ancora oggi considerato come uno dei classici irrinunciabili. Il suo è diventato un genere globale, non è giusto ghettizzarlo per il volere di pochi».

La canzone della tua estate?
«Lemon Tree dei Fool’s Garden. Era l’estate del 1995, quella dell’immancabile Festivalbar e delle prime esperienze da adolescente. Oggi, a distanza di anni, è ancora una hit».

Milano e i Boomdabash. Che storia è?
«Il lavoro ci ha permesso di conoscere meglio la città italiana della musica: qui c’è la nostra etichetta discografica e, per questo, ci capita molto spesso di lasciare la Puglia per alcuni soggiorni milanesi. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere molti meridionali: è grazie a loro se, quando siamo qui, c’è meno voglia di tornare a casa».

Tre consigli per un pugliese a Milano.
«Cercare di mantenere il più possibile il contatto con la propria terra di origine, stabilire in città una buona rete di contatti con chi la condivide e poi non deve mai mancare la cucina pugliese. Anche a centinaia di chilometri di distanza».

Progetti dopo l’estate?
«Lavoreremo al disco di inediti in uscita nei primi mesi del nuovo anno. Tra questi c’è anche quello che presenteremo alla commissione di Sanremo 2023. Tenteremo di bissare tutte le soddisfazioni del 2019».

E a livello personale?
«Sarà un’estate piena di lavoro e tanta musica ma, essendomi sposato da poco, la prima cosa a cui penserò a settembre sarà fissare il viaggio di nozze».

Domani a San Siro, intanto, si esibirà una vostra conterranea e compagna di platini.
«Siamo stati tra i primi a sapere del grande traguardo raggiunto da Alessandra (Amoroso, ndr), alla quale facciamo un grande in bocca al lupo. San Siro è un privilegio per pochi. Non posso spoilerare nulla, ma domani sera potrebbe esserci una bella sorpresa…».

Boomdabash, la cronistoria di un successo

2002
Tutto nasce dall’incontro tra Blazon, Biggie Bash, Payà con il beatmaker abruzzese Mr. Ketra, tra le province di Brindisi e Lecce.

2008
Viene realizzato il primo lavoro ufficiale, Uno, distribuito da Elianto Edizioni.

2011
Con il secondo album Mad(e) in Italy arrivano i primi riconoscimenti. Il singolo Murder apre la strada alla vittoria dell’MTV New Generation Contest, concorso musicale indetto durante gli MTV Days di quell’anno.

2012
Il nuovo singolo Danger li porta in tournée negli Stati Uniti d’America, con concerti a New York, Miami e Los Angeles, riscuotendo il primo successo oltreoceano.

2013
La Soulmatical pubblica il terzo album Superheroes, con cui arrivano le prime collaborazioni con artisti italiani come Sud Sound System, Clementino, DJ Double S, Bobby Chin e i Ward 21.

2014
Il singolo M.I.A. sancisce la collaborazione anche con il rapper Fedez, che lo inserisce nell’album Pop-Hoolista.

2015
Radio Revolution è il quarto album in studio, con cui arriva la prima collaborazione con Alessandra Amoroso con A tre passi da te e con J-Ax con Il solito italiano.

2016
Il brano Portami con te porta il primo doppio platino per la band

2018
Con Soulmatical e Universal arriva Barracuda, l’album anticipato dal singolo Non ti dico no – 4 volte disco di platino e 58 milioni di views – con Loredana Bertè che diventa il brano in assoluto più trasmesso dell’anno dalle radio italiane aggiudicandosi la vetta della Top 100 of the year 2018. Con Non ti dico no i Boomdabash vincono anche l’RTL 102.5 Power Hits Estate e il premio EarOne al Wind Music Summer Festival.

2019
Per un milione – 4 volte platino e 100 milioni di views – è il brano portato in gara alla 69esima edizione del Festival di Sanremo e conquista critica e pubblico con milioni di stream su Spotify e Youtube. La traccia è contenuta nella riedizione dell’album Barracuda Predator Edition, certificata dalla Fimi quadruplo disco di platino.

2019
A giugno arriva Mambo salentino – 3 dischi di platino e 110 milioni di views -, hit condivisa con Alessandra Amoroso, con la quale la band vince per la seconda volta consecutiva l’RTL 102.5 POWER Hits Estate. Questo è anche l’anno del primo sold out all’Alcatraz di Milano.

2020
Karaoke – 5 dischi di platino e 123 milioni di views – bissa la collaborazione con Alessandra Amoroso e porta la band, per la terza volte consecutiva, alla vittoria dell’RTL 102.5 Power Hits Estate. Il brano rimane per ben 8 settimane alla numero uno della classifica radiofonica EarOne, risultando così il più trasmesso di tutta l’estate 2020 ed il videoclip più visto su VEVO dell’anno.

2020
Arriva la prima raccolta di successi Don’t worry, omonimo singolo pubblicato, nello stesso anno, dall’etichetta B1 e prodotto da Mr. Ketra insieme a Takagi

2021
Mohicani – doppio platino e 31 milioni di views – segna la collaborazione con Baby K, che lo inserisce nel suo quinto album di inediti Donna sulla Luna, mentre Fantastica porta la band nuovamente accanto a Rocco Hunt – il brano è contenuto nel quinto album in studio del rapper Rivoluzione – segnando la seconda collaborazione tra gli artisti dopo Ti volevo dedicare del 2019.

2022
Il 10 giugno viene pubblicato il singolo Tropicana insieme ad Annalisa, prodotto da Takagi & Ketra e distribuito da B1/Soulmatical Music, Capitol.

Boomdabash, i numeri

30
i dischi di platino e d’oro

810.000
gli iscritti al canale ufficiale YouTube

740 milioni
di visualizzazioni dei videoclip su YouTube

2,4 milioni
di ascoltatori mensili su Spotify

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