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28. 09. 2021 09:59

Fase domani, dieci artisti raccontano il post lockdown

Dieci artisti raccontano il post lockdown a Milena Sicuro: tre domande per rinascere

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MARCO DI NOIA

Dove hai trascorso la quarantena?
«In zona San Siro, nella cornice di “Cenni di Cambiamento”, un progetto comunale di housing sociale ecosostenibile e, per questo, atipico per la città. Ho condiviso il suo verde con mia figlia».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Il primo giorno di apertura coincideva con il compleanno di mio padre, per fortuna abbiamo potuto festeggiare insieme i suoi 70 anni».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Presenterei Leonardo da Vinci in pop alla Sala della Balla del Castello Sforzesco, vicino al Museo degli Strumenti Musicali. Per i miei concerti 3D audio, poi, è previsto che il pubblico indossi cuffie wireless, così gli ascoltatori potrebbero distanziarsi a piacimento».

MARTINA PECORARO

Dove hai trascorso la quarantena?
«In casa a Cassina De’ Pecchi, una zona fortunatamente con pochi contagi. Tutti qui hanno rispettato le regole del lockdown e si sono visti i risultati».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Rivedere parenti, amici ed ovviamente un buon aperitivo sui Navigli. Fino al prossimo abbraccio, il mio ultimo singolo, racconta proprio di questo bisogno represso che ho avuto lungo le settimane precedenti al ritorno alla normalità».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Sarebbe bello poter presentare il mio singolo al The Beach, una delle discoteche che frequento spesso».

FRANCO E LA REPUBBLICA DEI MOSTRI

Dove avete trascorso la quarantena?
«In diverse zone della città, tra Porta Romana, Barona e Cisliano e questo ha reso complicato suonare insieme. È stato un periodo strano e sospeso, quasi sospettoso».

Fase 2: la prima cosa che avete fatto.
«In realtà non abbiamo notato grandi differenze dalla fase precedente. Ci è mancato vederci per suonare insieme il disco Sciarra Chitarra Musica Battaglia, pubblicato poco prima del lockdown».

In quale luogo milanese vorreste esibirvi presto?
«Vorremmo ricominciare da Mare Culturale Urbano, luogo in cui avremmo dovuto tenere la presentazione del disco lo scorso 28 febbraio. In questo momento la voglia di suonare dal vivo è altissima, il settore culturale ha bisogno di trovare nuove energie per la ripartenza».

BIAGIO BOTTI

Dove hai trascorso la quarantena?
«Nella provincia di Lecco. Questo periodo l’ho passato in casa tra letture, film ed tanta musica. La mia zona sta ripartendo, come tutte, tra paure ed incertezze. Penso che sia necessario ripartire e gestire la paura, puntando su una sana informazione».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«La prima cosa che ho fatto è stato riprendere le mie consuete camminate lungo il fiume Adda, mi rigenerano e mi aprono la mente».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Sarebbe bello presentare il mio ultimo lavoro Storie, sogni e conversioni in uno di quei locali storici di Milano dove danno spazio ai cantautori, come ha fatto per tanto tempo il Circolo Ohibò. Spero in una prossima riapertura presto».

CLIO AND MAURICE

Dove avete trascorso la quarantena?
«Nel nostro monolocale in zona Loreto. Una delle cose più impressionanti è stato il silenzio che ha avvolto la zona, rotto solo dal canto degli uccelli e da un sassofonista che si esercitava tutte le sere».

Fase 2: la prima cosa che avete fatto.
«Siamo usciti per una passeggiata in quartiere e poi visita a parenti ed amici più stretti. Ma ci è mancato il contatto con le persone care e la gioia che ti porti dietro dopo un concerto».

In quale luogo milanese vorreste esibirvi presto?
«Un posto in cui avremmo voluto suonare il nostro ultimo singolo Friend è l’Arci Ohibò, chiuso a causa della pandemia e della noncuranza di una parte della società italiana nei confronti della musica».

ZUIN

Dove hai trascorso la quarantena?
«A Desio. La mia zona, essendo hinterland milanese, è stata tra le più colpite dal virus, c’era un silenzio assordante in quei giorni. Ora è ripartito quasi tutto a pieno regime».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Ho preso la bicicletta e sono andato a farmi un lungo giro con mia figlia. Era l’unica cosa che desideravo fare».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Ne sono rimasti pochi, i due più importanti hanno da poco chiuso, Ohibò e Serraglio. Ora opterei per Santeria o Rock’n’roll per presentare il nuovo singolo Rondini. Per la Brianza, ovviamente il Tambourine Seregno».

TIA AIROLDI

Dove hai trascorso la quarantena?
«In casa con la mia ragazza, in provincia, a Cassano d’Adda. È una cittadina piena di parchi, che si sono ripopolati presto di uccelli e scoiattoli. Incrociando i loro sguardi, quanto fossero quasi sorpresi da questo tacere umano».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Lavorare ai nuovi brani nello studio di registrazione in Porta Romana, come il mio ultimo singolo Isn’t it Fine».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Sono molto legato al Circolo Magnolia, dove ho suonato più volte, compreso un MI AMI Festival di qualche anno fa».

EMANUELE PATTI

Dove hai trascorso la quarantena?
«In zona San Siro, vicino all’ospedale San Carlo: qui ho sentito tutte le ambulanze che passavano giorno e notte. Ad oggi, con i negozi nuovamente aperti e le persone in giro, percepisco ancora di più i segni che questa pandemia ha lasciato, con le sue distanze, le paure, la diffidenza nel prossimo».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Andare a trovare mia mamma, che abita vicino casa, ma anche tornare in studio a lavorare: il lockdown ci ha letteralmente bloccato il lavoro in un momento cruciale, quando passano mesi le cose cambiano e le carte si rimescolano».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Vorrei presentare Chioschi estivi, il mio ultimo singolo, in qualche luogo che sia di forte impatto simbolico. Un punto di aggregazione come ad esempio il Bar Tabacchi di via Forze Armate dove abbiamo girato il videoclip: tutto parte dall’immagine del chiosco che riapre in città».

FRANCESCO SACCO

Dove hai trascorso la quarantena?
«Nel mio appartamento in Viale Bligny 42, un posto strano: è abitato da famiglie molto povere, con più di cinquanta nazionalità diverse, ed ora si trova a fronteggiare il mostro della gentrificazione, molti locali si sono trasformati in airbnb e molti hanno lasciato il passo alla speculazione edilizia».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Una cena con gli amici al Brutto Anatroccolo, storico locale in Conchetta, un vero e proprio reperto archeologico della Milano anni ’70».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Mi piacerebbe presentare il mio ultimo disco La Voce Umana al Teatro Continuo Burri, il teatro all’aperto in Parco Sempione costruito dall’architetto Alberto Burri, una grandissima opera di architettura sociale».

FEDERICA CAMBA

Dove hai trascorso la quarantena?
«In zona Bocconi-Navigli, svuotata come in un film del Far West. C’era un silenzio così vuoto e allo stesso tempo pieno, pieno di significato».

Fase 2: la prima cosa che hai fatto.
«Ho rivisto gli amici. Poi una lunghissima passeggiata per pensare, sorridere e godere semplicemente del cielo. Ero felice e ci ho fatto caso!».

In quale luogo milanese vorresti esibirti presto?
«Facci caso, il mio singolo, riporta proprio quella voglia di vivere e di rinascere nata dopo tante negazioni. Il luogo che più rappresenterebbe questo “scoppiare” di emozioni è un grande prato di uno dei bellissimi parchi di questa città, con tanta gente che balla e canta e che, finalmente, si diverte».

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