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10. 05. 2021 07:04

Giordano Colombo, un milanese dietro il tormentone “Musica leggerissima”

C’è anche il producer milanese Giordano Colombo dietro il successo di Musica leggerissima

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Milanese, recente producer di Musica leggerissima e titolare, insieme a Federico Nardelli, dell’etichetta Pulp Music. Giordano Colombo è un vero e proprio “costruttore di musica”, figura sempre più centrale in un settore che vive e ha bisogno di alimentarsi quotidianamente di creatività.

Quanto ha inciso Milano nel tuo percorso professionale?
«Molto, venendo dalla provincia trascorrevo parecchio tempo in città, tra sale prove di giorno e locali di sera. La scena milanese è sempre stata ricca di posti dove suonare, ricordo le Scimmie e la Casa 139, realtà che purtroppo non ci sono più. È stato un po’ un trauma vederne chiudere altre a causa della pandemia, mi riferisco all’Ohibò e al Serraglio. In termini musicali, Milano ha sempre offerto tanto. Adesso bisogna ripartire, ricostruire dalle ceneri».

Cosa pensi dei tormentoni estivi?
«Non li giudico male, anzi. Trovo che siano molto difficili da realizzare, chi se ne occupa ha la mia stima perché il confine tra il commerciale e il ricercato è veramente sottile. Parliamo di brani che rimangono negli anni: questo denota una certa qualità che credo debba essere riconosciuta».

Con Federico Nardelli avete realizzato il primo vero tormentone sanremese della storia: Musica leggerissima di Dimartino e Colapesce. Quando vi siete resi conto di avere tra le mani una potenziale hit?
«Sin da subito c’erano buone vibes in studio. Mi era già capitato in passato, con Amen di Francesco Gabbani, di dire: “Caspita, questo pezzo può funzionare”. Oltre all’aspetto sonoro, Musica leggerissima è una canzone apparentemente spensierata, ma con un sottotesto più scuro. Un bel contrasto, anche perché dietro c’è un messaggio importante, incentrato sulla ricerca di cambiamento figlia di un momento storico così particolare».

Qual è l’augurio che ti senti di rivolgere all’intero settore in vista della stagione estiva?
«Spero che con i vaccini si riescano a contenere i casi, consentendo di riaprire le attività dal vivo. L’augurio è che si ritorni come prima o, se possibile, anche meglio. D’estate come d’inverno»

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