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03. 08. 2021 00:01

Michele Bravi e Sophie The Giants: «Ecco il nostro inno alla libertà»

Michele Bravi e Sophie and The Giants presentano Falene: «Presto andremo sul palco»

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Un mood serrato, ipnotico caratterizzato da percussioni che non solo scandiscono il ritmo, ma trasportano l’ascoltatore in una dimensione onirica, ma reale. Falene è il nuovo singolo di Michele Bravi, che per la prima volta è affiancato da un’artista internazionale, Sophie and The Giants, che nel 2020 ha fatto centro anche nel nostro paese con Hypnotized.

Michele, che cosa rappresenta Falene?
«E’ un nuovo capitolo de La geografia del buio. Il titolo richiama quegli animali notturni che sanno benissimo come convivere con il buio, ma anche girare intorno a una luce senza cadere. È una metafora. Un’immagine che rappresenta tutte le persone che almeno una volta nella vita si sono sentite fuori posto. La scelta della data di uscita non è casuale. Vorremmo potesse essere un inno del Pride, perché racconta la libertà di espressione individuale».

Sophie, qual è l’aspetto del percorso artistico di Michele che più ti ha colpito?
«Siamo simili, anche come tipologia di percorso e visione della vita. Mi piace la sua scrittura e in particolare come descrive i momenti più bui dell’anima».

A livello di sonorità qual è l’ispirazione?
M: «Non è stato facile trovare l’identità sonora. Le falene hanno di base un significato evocativo e tribale molto forte. Per alcune culture sono delle streghe che ancora devono trovare un corpo. A un certo punto nel testo cito la Colombia e non è casuale, perché sono molto affezionato a quella cultura, che ritualizza ogni fase della vita. Volevo che nel brano ci fosse un forte richiamo alla musica colombiana, perché la riflessione sonora parte proprio da lì».

Ti aspettavi ottimi riscontri dal pubblico italiano?
S
: «No, non me lo aspettavo! Mi dispiace non poter comunicare con le persone che amano la mia musica nella loro lingua. Ringrazierò sempre l’Italia per i riconoscimenti e gli attestati di stima ricevuti per Hypnotized e Right Now».

Cosa ti aspetti da Falene?
S
: «Vorrei che le persone amassero questo pezzo quanto me. Sarei felice se l’impatto degli ascoltatori fosse positivo, così come è il messaggio del brano. Mi auguro di cantarlo più volte dal vivo con Michele».

Con questo brano il percorso discografico de La geografia del buio è concluso?
M
: «Non lo so, perché i dischi hanno sempre una doppia vita. A me piace prolungarli nel tempo perché è normale che la tua percezione su un progetto cambia quando incontra il pubblico. Ci tenevo che Falene fosse un pezzetto ulteriore del racconto iniziato con La Geografia del Buio. Una fase che si è aggiunta nel momento in cui il disco è diventato di tutti. Per questo non escludo che possano uscire altri singoli legati al progetto, altre fasi del racconto».

Che estate ti immagini?
M: «Ho un desiderio. Come artista mi manca il palco, il contatto con il pubblico. Stiamo già programmando un paio di occasioni in cui io e Sophie ci esibiremo insieme, ma la mia estate vorrei possa essere ricca di appuntamenti».

 

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