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26. 06. 2022 03:50

Murales a Milano, uno strumento per riqualificare la città?

I murales a Milano sono sempre più al centro dei progetti di riqualificazione della città: stanno davvero cambiando il volto delle periferie?

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I murales a Milano sono ormai diventati lo strumento con cui molti muri delle strade della città vengono abbelliti e decorati.

Il dibattito sull’argomento dei murales a Milano ha sempre suscitato molta attenzione e anche molte polemiche. Tra chi sostiene che i murales siano un elemento di sfregio di parti della città, c’è chi, invece, sostiene che siano dei possibili rimedi alla riqualificazione di periferie e zone della città problematiche.

Murales a Milano, uno strumento di riqualificazione?

Attualmente, nella città di Milano, gli spazi a disposizione per gli street artisti e i loro murales sono limitati, ed è innegabile il fatto che quelli utilizzati fin ora siano stati sfruttati nei migliori dei modi. Molti di questi sono delle vere e proprie opere d’arte. Basta pensare a quelle disegnate sui muri di Via Ponzio, in zona città studi, per rimanere incantati dalle immagini rappresentate.

I murales a Milano potrebbero essere paragonati a degli affreschi moderni, e potrebbero rendere le vie e le le strade della città più accoglienti, più colorate e più artistiche. Non è difficile passeggiare per Milano e imbattersi in chilometri di muri e pareti scrostate, muri ormai sbiaditi da agenti atmosferici e dal loro disuso.

La street art fonda le sue origini negli ’50 – ’60. Fu, infatti, un gruppo di artisti sconosciuti tra i primi a utilizzare questo mezzo di espressione. In quel caso, i ragazzi lo fecero per protesta sul muri di New York.

Con l’avvento poi delle bombolette spray negli anni 80, questa arte diventò sempre più presente per le strade e per le vie delle grande mela.

I motivi che spingevano questi artisti a scrivere sui muri di palazzi e strade erano quasi sempre di diversa natura, talvolta rappresentava il modo con cui i giovani ragazzi dei quartieri difficili volevano farsi ascoltare. Ma non solo, per molti era l’occasione di potersi esprimere in libertà, senza che nessuno si intromettesse tra l’opera e l’artista.

Murales a Milano, com’è cambiato il volto della città?

I murales a Milano sono diventati una delle principali forme artistiche. Non solo nelle periferie, ma anche nelle zone centrali della città, è possibile ammirare delle vere e proprie opere d’arte sui muri di palazzi e strade. Ne è un esempio Casa Maiocchi 113. La bellissima palazzina è stata vestita dall’artista da un nuovo abito, che sembra essere un chiaro omaggio all’arte e all’archittettura di Gaudì. Colui che ha dipinto i muri della casa è Cosimo Caiffa, che attraverso la tecnica del fotorealismo, ha creato un vero e proprio capolavoro.

Un’altra iniziativa importante riguardante i murales a Milano, giunta ormai alla sua nona edizione è “Un nome in ogni quartiere”, promossa dal comune e  realizzata in collaborazione con l’ufficio Arte negli Spazi.

La rassegna creativa che vede artisti e cittadini collaborare insieme è solo uno dei tanti modi con cui il comune  vuole far rinascere alcuni quartieri e riqualificare la città attraverso i murales a Milano.

Recentemente nel quartiere Baggio di Milano è stato inaugurato il murales dall’artista Alice Lotti realizzato con l’aiuto degli studenti della scuola secondaria di primo grado “Primo Levi”. Per l’occasione, a presenziare all’evento c’è stato anche l’Assessore alla cultura Tommaso Sacchi e l’Assesora Erica Soana.

Anche i grandi nomi del mondo della moda hanno iniziato a porre interesse al mondo della street art che si è tradotto in tutta una serie di murales a Milano. Basta pensare alla maison Gucci che ha iniziato nel 2017 ad occupare in zona Moscova il muro di una palazzina per pubblicità davvero incantevoli. Recentemente anche la casa di moda Prada si è presa il suo spazio nella trafficata Porta Venezia.

L’idea del Milano Graphic Festival

Il Milano Graphic festival è il nuovo festival diffuso dedicato al graphic design, all’illustrazione e alle culture visive.

Dall’11 al 13 febbraio, il progetto a cura di Francesco Dondina, s’impegna a dare un forte segnale ai quartieri popolari e alle periferie della città. Ci saranno due case principali da cui partiranno le numerose iniziative in calendario.

Certosa Graphic Village sarà un spazio creativo di 3.000 mq in cui i designer under-30 potranno lavorare in sinergia alla realizzazione di un speciale progetto di grafica urbana.

Lo spazio performativo temporaneo sarà anche  il luogo in cui si avrà la grande occasione di partecipare ad incontri, esperienze e talk con designer italiani e internazionali. Lo spazio sarà un luogo di ricerca con a disposizione per i visitatori workshop e project room oltre che a tante altre attività.

murales a milano

Un altro dei punti centrali del Festival sarà il BASE Milano. All’interno di Base Milano, 25 studi grafici italiani saranno gli artefici della mostra SINGS. Grafica italiana Contemporanea, sequel dell’esposizione tenuta presso lo spazio ex Ansaldo nel 2016. La mostra sarà l’occasione per mostrare lo stato attuale del design e della comunicazione e di come sia in continua evoluzione.

Il Milano Graphic Festival essendo itinerante raggiungerà vari luoghi della città oltre che alle sue due case base. Tra questi troviamo la Triennale, il Castello Sforzesco, il Mudec, La Società Umanitaria, il Museo dei Bambini e la Casa degli Artisti.

Per il lancio dell’iniziativa, il mese scorso, è stato inaugurato un murales lungo 57 metri ed è stato realizzato dallo studio grafico CamuffoLab in Via Varesina 162 a Milano. L’osservatorio permanente sul visual design, Signs, ha voluto fortemente questa iniziativa per dare un messaggio chiaro: riqualificare le periferie e le zone urbane in difficoltà ad integrarsi con il resto del nucleo urbano.

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