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13. 07. 2024 20:59

Torre dei Moro ora “vede” la rinascita: dall’incendio ai lavori di ricostruzione

L'impegno del Comitato Rinascita Antonini sta finalmente raccogliendo i suoi frutti dopo tanta attesa

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Dopo oltre un anno di attesa finalmente la Torre dei Moro può guardare al futuro. Il 2022 ha segnato una svolta per il grattacielo di via Antonini, distrutto da un incendio il 29 agosto 2021. L’impegno del Comitato Rinascita Antonini sta finalmente raccogliendo i suoi frutti e finalmente si inizia a ragionare sui lavori di ricostruzione con tanto di esenzione del canone per l’occupazione di suolo pubblico del cantiere.

Torre dei Moro, programma dei lavori

L’intervento per la rinascita del grattacielo, che comprende le operazioni preliminari di pulizia e di bonifica, prevede l’installazione di una cesata per una durata di 278 giorni e per un’area di 1.056 metri quadri. La giunta di Palazzo Marino, su proposta degli assessori alla Rigenerazione Urbana, Giancarlo Tancredi, e al Bilancio e Patrimonio, Emmanuel Conte, ha deliberato lo scorso ottobre l’esenzione dal pagamento del canone unico per l’occupazione di suolo pubblico da parte del cantiere, cifra che ammonta a 253.637 euro.

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Torre dei Moro, chiesto il rinvio a giudizio

Per il rogo dell’agosto 2021 alla Torre dei Moro, la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per disastro colposo per 16 persone, tra cui i legali rappresentanti delle società che hanno realizzato l’edificio e che hanno avuto a che fare con la posa dei pannelli dei rivestimenti delle facciate. Lo scorso settembre il pm aveva chiuso le indagini a carico di 18 persone, tra cui Roberto Moro, amministratore di Moro Costruzioni, general contractor, tre responsabili (tra cui l’amministratrice Stefania Grunzweig) della committente Polo srl, un incaricato alle vendite, il direttore dei lavori e il responsabile tecnico del cantiere.

Torre dei Moro, gli altri presunti responsabili

E ancora un dirigente e un funzionario dei vigili del fuoco che diedero il parere favorevole con cui Polo ottenne il certificato prevenzione incendi nel 2011. In più, sei responsabili di Zambonini spa, che si occupò dei lavori delle “vele” della facciata, e l’amministratore della ditta che commercializzava in Italia quei pannelli Larson prodotti dalla spagnola Alucoil, che conta tra gli indagati il legale rappresentante e un export manager. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda 16 persone, perché per le due ultime posizioni, ossia gli indagati spagnoli, sono ancora aperti i termini difensivi e poi la Procura definirà anche quella parte.

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Torre dei Moro, le cause dell’incendio

Il maxi rogo della Torre dei Moro, stando alle indagini, scoppiò per una serie di macroscopici vizi di progettazione ed esecuzione delle facciate fatte di pannelli altamente infiammabili. Scelti perché più economici, ma non omologati e che hanno trasformato il grattacielo in una “torcia”, quando è divampato un incendio da un balcone per un caso fortuito, ossia una sigaretta gettata.

Torre dei Moro, il maxi sequestro

Il tribunale civile di Milano ha inoltre disposto il sequestro conservativo fino a 25 milioni di euro di beni nei confronti di Alberto e Roberto Moro e della moglie del primo, Stefania Grunzweig, amministratrice della società committente e venditrice degli appartamenti. I due provvedimenti cautelari d’urgenza ‘congelano’, in particolare, conti correnti e immobili per un valore pari ai danni stimati da Reale Mutua Assicurazioni per rivalersi su eventuali responsabili.

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