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05. 12. 2022 09:39

Maledetta burocrazia: la storia di Mirko, l’informatico senza residenza

Dopo la pandemia ha perso il lavoro ma vuole tornare in Romania: non può perché ha il documento scaduto e la burocrazia non glielo rinnova

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Una di quelle storie che se non la leggi o la vedi coi tuoi occhi, non ci credi quando te la raccontano. Eppure sta succedendo davvero: la burocrazia può costringere una persona a vivere in un parco in attesa del rilascio del documento d’identità. Questa è la storia di Mirko, l’informativo senza residenza.

La storia di Mirko, perito informatico che vive nel parco Nord Milano

47 anni, perito informatico. Un buon diploma che fino alla pandemia gli permetteva di sopravvivere dignitosamente: aggiustava computer a domicilio, una pratica sempre ben accetta da chi ha problemi con la tecnologia. In più, per arrotondare, lavorava in pizzeria. La pandemia gli ha portato via tutto: le persone non si fidano più a far entrare estranei in casa per via della pandemia, la pizzeria ha chiuso i battenti. Questa è la storia di Mirko, costretto a vivere nel parco Nord Milano perché il Comune non gli rilascia il documento d’identità.

Di nazionalità romena, abitava con la sua ragazza a Cormano. Dopo la pandemia, senza lavoro, «assieme alla compagna ho deciso di trasferirmi al Parco Nord – spiega Mirko – , nel quartiere Niguarda, perché i ragazzi del bar mi conoscono bene, ci sono le telecamere e mi sento protetto. Dopo una settimana, ho fatto venire la figlia della mia compagna a prenderla perché non volevo facesse questa vita anche se lei ha pianto molto e sarebbe rimasta».

la storia di mirko

Ora è da solo: vuole recuperare qualche soldo e tornare in Romania per stare con la sua ragazza. Ma per viaggiare serve il documento: «Ho la carta d’identità scaduta nel giugno del 2021 e le persone con cui ho parlato del mio ultimo Comune di residenza, quello di Cormano, hanno detto che non possono rilasciarmene una nuova perché non ho una dimora», prosegue Mirko.

«Ho più volte sollecitato i servizi sociali che mi avevano assicurato una soluzione per il momento non arrivata», conclude Mirko. Nel frattempo di lui si occupa la pagina Facebook “Solidarietà di quartiere”, che ha attivato un moto di beneficienza con piccole donazioni. Dove non arriva lo Stato, ci pensano i milanesi di Niguarda alla storia di Mirko. Per ora.

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