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22. 01. 2021 20:41

Coronavirus, ancora più chiusi. Il nuovo decreto: le nostre FAQ

Conte «Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani»

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«Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante». Così il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine di una giornata ancora segnata da un bollettino di guerra sui contagi, ha annunciato una ulteriore stretta per contenere l’emergenza coronavirus in tutta Italia.

 

 

«Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle dei beni di prima necessità e delle farmacie e parafarmacie. Chiudiamo i negozi», ha spiegato il premier. «Chiudiamo bar, pub, ristoranti. Resta consentita la consegna a domicilio», ha precisato Conte. Restano garantiti i trasporti (ma possono essere limitati direttamente dalla Regione) e le attività produttive con misure di sicurezza per i dipendenti, ma le fabbriche dovranno dismettere i reparti non essenziali. E’ garantito il funzionamento dei servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi. Non si chiudono i cantieri. Ancora aperti tabaccai, edicole e benzinai.

Ampi poteri. Conte ha anche precisato che i divieti saranno validi per due settimane, ma ha anche ammonito di non attendersi miglioramenti sui numeri dei contagi già da domani. Ci sarà anche la nomina di un super-commissario, individuato nella figura di Domenico Arcuri, che affiancherà il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli: «Avrà ampi poteri di deroga e lavorerà per rafforzare la distribuzione di strumenti sanitari. Potrà impiantare nuovi stabilimenti». «Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani, siamo parte della medesima comunità – ha detto ancora il premier -. Ogni individuo si sta giovando dei propri e degli altrui sacrifici. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci e correre più veloci domani».

Coronavirus, ecco la nuova stretta

Stretta. Insomma, l’auspicata stretta invocata da giorni dalla Regione Lombardia è arrivata. E’ stata quindi accolta la chiusura delle attività artigianali di servizio (parrucchieri, estetisti) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza, ma anche quella di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (ostelli, agriturismi). Stop ad ogni servizio di mensa sia nelle strutture pubbliche che private. «Ogni attività svolta con modalità di lavoro agile è consentita», aveva scritto il governatore Attilio Fontana, concetto ribadito anche dal premier.

Autocertificazione. Si esce solo per casi di estrema urgenza. E bisogna dimostrarlo anche se si va a piedi. «Il consiglio è sempre lo stesso, uscire per lo stretto necessario e indispensabile – ha ribadito il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, spiegando che anche chi esce a piedi «deve portare l’autocertificazione».

 Per l’OMS è pandemia

Ormai è ufficiale: è pandemia. Il che significa che tutto il mondo è sotto scacco del coronavirus. A certificarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Abbiamo valutato che il Covid-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica – ha annunciato il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione».

Previsioni. Sembra difficile intravedere ora la luce in fondo al tunnel. «Nei giorni e nelle settimane a venire prevediamo un aumento del numero di casi, del numero di morti e del numero di Paesi colpiti, ha aggiunto l’Oms, ricordando che nelle ultime due settimane il numero dei Paesi fuori dalla Cina che sono stati colpiti dal coronavirus è triplicato», ed ora siamo a «oltre 118mila casi in 114 paesi, e 4.291 persone hanno perso la loro vita. «Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’OMS sulla minaccia rappresentata da questo coronavirus. Non cambia ciò che l’OMS sta facendo e non cambia ciò che i paesi dovrebbero fare», ha detto il capo dell’OMS.

Reazione. «Noi quello che dovevamo fare lo stiamo facendo, lo stato di pandemia non ci cambia molto. E’ un invito agli stati membri ad intervenire in maniere molto ma molto più restrittiva», ha commentato il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza -. La dichiarazione di pandemia a noi non aggiunge molto, avendo avuto tra i primi un’epidemia dentro casa; ci colpisce poco la diffusione globale della malattia. L’OMS forse puntualizza che diversi Stati hanno fatto poco per arginare il virus; l’Italia se l’è trovata in Lombardia con il picco influenzale in corso e poteva fare poco. La Cina ha fatto molto, Corea e Giappone anche, in altri Paesi la situazione è sfuggita di mano, come in Iran dove ci sono molti casi a Teheran».

Le prime misure del Comune: via i mercati, Tari solo rateizzata

Prima ordinanza del Comune di Milano con nuove restrizioni e un pacchetto di aiuti per i residenti. In particolare, il sindaco Giuseppe Sala ha disposto la sospensione dei mercati scoperti settimanali cittadini fino al temine dell’emergenza.

Traffico. Il Comune ha deciso anche l’esenzione dal pagamento di Area C e la sosta libera e gratuita negli spazi di sosta riservati ai residenti e negli spazi di sosta a pagamento per tutte le figure sanitarie iscritte all’Ordine dei Medici, degli Infermieri e dei Farmacisti e gli operatori sanitari, tutti gli agenti della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine. Non solo. Viene stabilita la sospensione della disciplina di Area B e Area C, nell’ipotesi in cui vengano adottati, dal Governo e/o dalla Regione, provvedimenti maggiormente restrittivi che comportano la chiusura degli esercizi commerciali.

Aiuti. Nell’ordinanza sono previste le prime misure economiche a favore dei milanesi come l’esenzione del pagamento per i mesi di chiusura straordinaria dei nidi e la proroga del pagamento della frequenza degli stessi del mese di gennaio al 30 aprile. Le famiglie che hanno già effettuato il pagamento dell’intero anno avranno diritto al rimborso dei mesi di chiusura. Analogamente sono sospesi i contributi al servizio di refezione scolastica a Milano Ristorazione Spa: il differimento al 15 maggio 2020 di tutti i termini di pagamento per gli alunni frequentanti le scuole dell’Infanzia Comunali e Statali, le scuole Primarie e le scuole Secondarie; il rimborso parziale delle quote per il periodo non usufruito, per chi abbia già effettuato il versamento totale della quota annua, applicando le disposizioni regolamentari previste nel caso di mancata frequenza del servizio; lo scomputo dell’importo della quota per il periodo non usufruito, in caso di parziale versamento della quota annua, dall’ultima rata di conguaglio la cui scadenza è posticipata al 15 maggio 2020.

Infine, è stato rinviato il pagamento delle prime tre rate del 2020 degli affitti e delle concessioni dovute al Comune per gli immobili di sua proprietà assegnate ad attività commerciali, culturali, giovanili, sport e del tempo libero nonché alle imprese. Infine, ci sarà la facoltà di dilazionare il pagamento della Tari in quattro rate invece che due.

emergenza coronavirus area B/C
emergenza coronavirus area B/C

Su Area B/C è ancora mistero

Nell’ordinanza emessa ieri dal Comune di Milano sull’emergenza coronavirus si precisa che una sospensione totale di Area B/C sarebbe scattata in caso di chiusura totale degli esercizi commerciali. In presenza della nuova stretta del Governo, che ha imposto la serrata di negozi, bar e ristoranti, l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli, ha rinviato una decisione definitiva una volta letta nei dettagli il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

FAQ

Posso muovermi di casa?
Non si può uscire di casa se non per validi motivi, nemmeno a piedi.

Cosa vuol dire muoversi per validi motivi?
Si può uscire di casa per andare al lavoro, per ragioni di salute o situazioni di necessità. Per provare queste esigenze dovrà essere compilata un’autodichiarazione, anche se si è a piedi, che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di Polizia. La veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi.

Cosa devo fare se non mi sento bene?
In caso di sintomi da infezione respiratoria o febbre superiore a 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere a casa, di rivolgersi al proprio medico e di limitare al massimo il contatto con altre persone.

Posso uscire per acquistare generi alimentari?
Sì, e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli perché i negozi saranno sempre riforniti. Non c’è nessuna limitazione al transito delle merci: tutte le merci, quindi non solo quelle di prima necessità, possono circolare sul territorio nazionale.

Posso andare a mangiare dai parenti?
No, perché non è uno spostamento necessario e quindi non rientra tra quelli ammessi.

Che succede a chi non rispetta le limitazioni?
La violazione delle prescrizioni è punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale sull’inosservanza di un provvedimento di un’autorità. Ma pene più severe possono essere comminate a chi adotterà comportamenti che configurino più gravi ipotesi di reato.

Farmacie, parafarmacie e negozi alimentari restano aperti?
Sì, non c’è alcuna limitazione per farmacie, parafarmacie e negozi di generi alimentari. Il gestore è sempre tenuto a garantire la distanza di un metro fra le persone. E’ prevista la sospensione dell’attività in caso di violazione delle indicazioni.

Bar e ristoranti sono aperti?
No, tutti i locali pubblici sono chiusi. Per chi lo prevede, resta attivo il servizio di consegna a domicilio.

Coronavirus ancora più chiusi
Coronavirus ancora più chiusi

Coronavirus: chi resta aperto e chi chiude?

APERTI

Ipermercati
Supermercati
Discount di alimentari
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
Negozi di prodotti surgelati
Negozi di elettronica
Benzinai
Ferramenta
Negozi di articoli igienico-sanitari
Edicole
Farmacie
Parafarmacie
Profumerie
Negozi di animali domestici
Ottici
Distributori automatici
Lavanderie
Servizi di pompe funebri e attività connesse
Servizi di consegna di cibo a domicilio
Aree di servizio autostradali
Poste
Banche
E-Commerce

SOSPESI

Bar
Ristoranti
Pub
Gelaterie
Pasticcerie
Parrucchieri
Barbieri
Estetisti
Negozi di abbigliamento

In breve

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