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05. 08. 2021 10:07

Milano, si riaccendono le luci all’Elfo: «Non ne potevamo più»

Parla Ferdinando Bruni: «Pronti e organizzati per questo impegno complesso e costoso»

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Il 4 maggio torna finalmente ad aprirsi il sipario del Teatro Elfo Puccini. Con la Lombardia in zona gialla le sale teatrali possono far tornare in sala il pubblico e in corso Buenos Aires si riparte subito con due spettacoli di altissimo livello.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (foto, ndr) – una coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino – e La notte di Antigone firmato dalla compagnia Eco di Fondo. «Non ne potevamo più di stare chiusi – racconta a Mi-Tomorrow Ferdinando Bruni, condirettore dell’Elfo Puccini –: in questi mesi abbiamo lavorato tantissimo per preparare cinque spettacoli e abbiamo ospitato compagnie che avevano bisogno di spazi per provare. Siamo pronti e organizzatissimi, già a settembre abbiamo fatto un notevole sforzo per garantire la sicurezza. È stato un impegno complesso e costoso».

Quali sono le problematiche principali da affrontare per riaprire?
«Il problema principale riguarda il coprifuoco alle dieci di sera. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è uno spettacolo lungo, per stare nei tempi dovremo eliminare l’intervallo e prendere altre decisioni penalizzanti. Cercheremo di fare necessità virtù sperando che nel corso del tempo la situazione migliori e che ci sia un po’ più di elasticità».

Quante persone potrete ospitare in sala?
«La metà. In sala Shakespeare 250 con una distanza superiore ad un metro, nella Fassbinder i posti scendono ad una novantina, nella sala Bausch bisogna valutare bene la convenienza di fare uno spettacolo perché più di trenta o quaranta persone non possono entrare. Metà sala vuol dire metà incassi, un problema economico a fronte di un costo maggiore per tutte le procedure di sicurezza».

Ospiterete anche uno spettacolo della compagnia Eco di Fondo. In questo momento l’ospitalità può diventare ancora più importante, anche come forma di sostegno per i teatri più piccoli?
«Certamente. Ci sono spazi che a queste condizioni non potrebbero assolutamente riaprire perché non avrebbero un ritorno economico. C’è anche una questione di distanza tra l’attore e la prima fila che in alcuni teatri piccoli non può essere garantita. Da noi si può trovare uno spazio dove ci sono le condizioni logistiche per fare lo spettacolo. Tra giugno e luglio recupereremo la rassegna Nuove storie saltata l’anno scorso. Ci teniamo molto a farlo per un discorso di solidarietà verso giovani gruppi o spazi che non hanno possibilità di fare spettacoli».

Le istituzioni vi hanno aiutato?
«Non abbiamo avuto ristori importanti dal ministero. Gli aiuti, in maniera discutibile, sono stati dati ai teatri che sono rimasti chiusi e non a quelli che hanno cercato di fare attività. Vero che avevamo meno costi ma la struttura del teatro, gli uffici, i tecnici, le compagnie in prova hanno continuato a lavorare. Così abbiamo chiesto un prestito di 800 mila euro per continuare a produrre. Mi auguro che nel prossimo giro di ristori il nostro sforzo venga sostenuto. Ci sono teatri che hanno ricevuto più di un milione e sono chiusi dal 24 febbraio del 2020».

Il governo avrebbe potuto fare qualcosa di diverso?
«Poteva verificare cosa succedeva nei teatri nel periodo in cui sono rimasti aperti. Verifiche che avrebbero aiutato a creare meno chiusure, in zona arancione un teatro potrebbe stare aperto. È un settore in difficoltà, mi auguro che venga riconosciuto lo stato di lavoro precario agli attori e agli artisti. La media di giornate lavorate in un anno, anche di attori professionisti affermati, è bassa, le paghe sono sempre più basse. Questa potrebbe l’occasione per rivedere molte cose».

Tutte le riaperture del mese di maggio

Calendario. Lo Spazio Teatro No’hma ha già accolto il pubblico nella sua sala con la dodicesima edizione del Premio Internazionale Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro. Domani tocca al Teatro Officina che accoglie il pubblico dalle 17.00 alle 19.00 con pillole di teatro, letture poetiche e musica dal vivo.

Il 4 maggio oltre all’Elfo tocca anche al Piccolo con Ladies Football Club di Stefano Massini. L’11 maggio torna il FOG Triennale Milano Performing Arts giunto alla sua sesta edizione, il 13 tocca a MTM con Troia City diretto da Lino Musella mentre Alta Luce Teatro riapre il 22 con Il mio nome è Cassandra di e con Federica Bognetti. Sempre per la seconda parte di maggio è attesa anche la ripartenza del Teatro Fontana.

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