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21. 06. 2021 05:20

Coronavirus, parla un medico in prima linea: «L’attuale quadro è nulla rispetto a marzo»

La testimonianza in esclusiva a Mi-Tomorrow: il racconto dell'attuale situazione tra le corsie d'ospedale

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Tra i tanti eroi della pandemia ci sono senz’altro i medici e gli infermieri che hanno vissuto l’emergenza sanitaria in prima linea tra febbraio e aprile. Oggi che i numeri tornano ad allarmare, un camice bianco, che chiede l’anonimato per ovvie ragioni, racconta a Mi-Tomorrow la realtà di uno dei più grandi pronto soccorso di Milano.

Siamo di nuovo in emergenza?
«I casi sono in aumento, ma molti sono asintomatici, quindi da mandare a casa. Altri presentano pochi sintomi, poco meno di un’influenza».

Sembra diverso dalla psicosi che si sta generando…
«Diciamo che i pazienti più impegnativi, che magari a marzo non facevamo proprio venire in ospedale perché eravamo in emergenza, li ricoveriamo per qualche giorno per evitare che possano peggiorare».

Una situazione migliore della primavera?
«Decisamente. Il quadro non va sottovalutato e l’attenzione deve rimanere molto alta, ma oggi intubiamo un paziente a settimana e abbiamo anche protocolli efficaci di cura».

Nessun problema?
«Iniziano a scarseggiare i posti letto nei reparti cosiddetti “normali”. Ma se i contagi e i pazienti sono quelli che registriamo in questi giorni, siamo assolutamente tranquilli. Piuttosto il problema è un altro».

Quale?
«Vediamo oggi tante persone come malati oncologici o anziani in condizioni precarie. Si tratta di malati cronici peggiorati in casa in questi mesi per mancanza di un’adeguata assistenza ospedaliera. C’è un boom di ricoveri negli hospice e di progressioni delle malattie».

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