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23. 06. 2021 04:32

Vaccini, in Lombardia a rischio i pazienti fra 60 e 64 anni

L’allarme dell’Ordine dei Medici di Milano: «Saranno probabilmente disponibili solo da novembre»

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Chi si è vaccinato contro l’influenza potrebbe rispondere meglio alle cure in caso di contagio da Covid-19. A confermarlo sono alcune ricerche scientifiche. L’ultima, in ordine di tempo, è stata condotta in Brasile.

Vaccini, in Lombardia a rischio i pazienti fra 60 e 64 anni

Lo studio ha osservato che tra 92.664 soggetti con Covid-19, quelli recentemente vaccinati col trivalente hanno registrato un calo dell’otto per cento di trattamenti intensivi, un calo del 18 per cento di ventilazioni invasive e un calo del 17 per cento di decessi.

Il quadro

«I dati internazionali evidenziano l’importanza e l’utilità indiscutibile del vaccino in periodo Covid-19 – spiega Carlo Rossi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano -. Ma in Lombardia alcune criticità pratiche rischiano di compromettere anche gravemente la campagna vaccinale. I vaccini, anziché all’inizio di ottobre come consigliato dal ministero della Salute, saranno probabilmente disponibili solo da novembre».

Da parte sua, la Regione ha garantito l’acquisto di 2,4 milioni di vaccini, l’80 per cento in più dello scorso anno, ma l’Ordine di Milano teme siano in realtà dosi non sufficienti a coprire la platea di chi che ne avrebbe diritto gratuitamente. A maggior ragione potrebbero non bastare per tutti gli altri, ovvero i soggetti ai quali il ministero ha consigliato la somministrazione.

«Nell’attuale campagna vaccinale Regione Lombardia dà la precedenza agli over 65, mentre il ministero ha esteso la platea di chi ne ha diritto gratuitamente agli over 60 – dice Rossi -. In Lombardia, quindi, la fascia 60- 64 anni verrà coperta in una seconda fase, solo se avanzeranno vaccini. E, ancora, non è chiaro quante dosi saranno disponibili per gli altri».

Hub territoriali

Uno dei punti qualificanti della campagna vaccinale in tempo di Covid 19 sarebbe quello di evitare assembramenti negli studi medici situati all’interno di condomini, trovando spazi alternativi, come palestre, scuole, edifici pubblici in cui somministrare i vaccini. «Già ora ricordiamo che agli studi medici si accede su appuntamento – prosegue Rossi – e i medici di famiglia temono di dover gestire ancora una volta a mani nude una nuova emergenza. Servono anche procedure che tutelino il paziente e il medico di Medicina generale dai rischi di controindicazione della somministrazione.

Per il momento abbiamo letto solo che sarebbe giusto fare un grande spazio centrale, un tendone in piazza Duomo, che potrebbe essere utile per chi lavora, ma potrebbe essere scomodo per gli utenti, soprattutto anziani e fragili, cui servono luoghi accessibili più vicini casa». In questo scenario non si può dimenticare che nel mondo si verificano ogni anno circa un miliardo di casi di influenza, da tre a cinque milioni sono casi gravi che possono portare alla morte del paziente (250mila – 500mila casi).

Il Centro europeo per il controllo delle malattie stima in Europa dai 40 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e tra 15mila e 70mila decessi. Il 90% dei pazienti con prognosi infausta si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente con patologie croniche di base.

I consigli degli specialisti

È importante prevedere alimenti contenenti vitamine C e D e zinco

In attesa di sottoporsi al vaccino anti-influenzale, i cittadini possono attuare semplici e pratici accorgimenti per prevenire la diffusione delle patologie, in primis una buona e semplice educazione sanitaria che prevede l’utilizzo della mascherina e lo stare a casa in presenza di sintomi, anche qualora il tampone risultasse negativo. Inoltre, ancora una volta preziosi supporti per il benessere fisico arrivano dalla tavola e dallo sport: parole chiave sono dieta equilibrata e un’attività motoria adeguata.

Nello specifico, per quanto riguarda il menu quotidiano è importante prevedere alimenti contenenti vitamine C e D e zinco. Anche gli integratori o i prodotti fitoterapici sono una buona opzione, ma è importante che vengano adeguatamente prescritti da un medico, per evitare effetti di sovra dosaggio, intolleranze o interferenze con altre terapie. Infine, ricordano gli specialisti del portale MioDottore, chiunque abbia patologie acute o croniche o sia in trattamento deve riferirsi al proprio medico per risolvere ogni dubbio.

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