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17. 05. 2021 13:17

Tutte le gaffe di Gallera in 10 mesi di Covid

L'operato di Gallera durante la pandemia, oltre ad esser segnato da numerose critiche, è stato caratterizzato anche da numerose gaffe: eccole tutte

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Nella giornata di ieri Giulio Gallera si è ufficialmento dimesso da assessore per lasciare posto al comando della Sanità lombarda all’ex sindaco di Milano Letizia Moratti. «Nessun rimpianto. Sono stanco: il coronavirus mi ha segnato umanamente e professionalmente», è stato il suo commento lasciando la giunta del Pirellone. Tuttavia in questi mesi Gallera, oltre per le critiche, è diventato celebre anche per le sue numerose gaffe.

Vaccinazioni. Probabilmente la questione vaccinazioni è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La settimana scorso Gallera dichiarò: «Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Noi siamo una Regione seria».

Gli alleati della Lega presero immediatamente le distanze dalla sue dichiarazioni, affermando pubblicamente: «Le dichiarazioni dell’assessore Gallera non sono state condivise e non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia».

Indice Rt. Durante il primo lockdown fece invece discutere la sua interpretazione dell’indice di contagio Rt. «L’indice a 0,5 vuol dire che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento», dichiarò durante la consueta conferenza stampa del bollettino regionale.

Ospedale in Fiera. A marzo durante l’inaugurazione dell’Ospedale in Fiera c’erano state alcune critiche per le immagini di assembramenti durante la presentazione. Gallera aveva replicato: «Avevamo tutti la mascherina, quindi non era così fondamentale il distanziamento sociale».

Parlando poi dei posti letto disponibili aveva detto: «Gli ospedali privati vanno ringraziati perchè hanno aperto le loro terapie intensive e le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari». Tuttavia si era dimenticato che l’avevano fatto grazie ai soldi arrivati dal Sistema Sanitario Nazionale.

Anti-influenzale. Gallera finì nell’occhio del ciclone anche per i ritardi legati alla vaccinazione anti-influenzale per le fasce a rischio. Ad ottobre dichiarò: «Con 3 milioni di dosi la Lombardia è super capiente». Il piano anti-influenzale è ancora oggi in ritardo.

Jogging fuori legge. A dicembre Gallera postò sui social una foto di lui impegnato con un gruppo di amici a correre lungo il Naviglio Grande. Peccato che la geolocalizzazione segnasse che fosse uscito dal comune di Milano, infrangendo le restrizioni della zona arancione vigente.

La sua difesa fu: «Avrò sconfinato di un paio di chilometri, ero sovrappensiero».

 

 

 

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