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Milano
29. 06. 2022 11:58

Un vecchio problema irrisolto: la qualità dell’aria a Milano continua a preoccupare

Pochi giorni fa l'assessora all'ambiente, Elena Grandi, ha proposto una misura drastica come lo stop alle auto private dal 2050. L'inquinamento atmosferico continua ad essere una grave piaga per Milano

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La qualità dell’aria a Milano continua a preoccupare. Uno studio di Greenpeace e Sotheast ha condotto un’analisi per verificare la qualità dell’aria e qual è l’indice di inquinamento delle città. Tra queste le città c’è anche Milano e i risultati emersi non sono confortanti.

La qualita dell’aria a Milano è un vecchio problema

I livelli attuali di biossido di azoto sono elevati e il suo innalzamento ha fatto sì che la situazione stia avendo un serio peggioramento, soprattutto con la ripresa delle normali attività dopo il lookdown. Gli abitanti hanno ricominciato a utilizzare i mezzi di trasporto per recarsi al lavoro o per spostarsi.

Dopo il calo di No2 del 57% nell’aprile 2020, l’aumento degli agenti inquinanti nel 2021 è stato del 17%. Lo smog, causato dall’utilizzo dei mezzi di trasporto è uno dei fattori che incide maggiormente sul problema e per questo motivo, negli ultimi anni si è visto un aumento progressivo in città di mezzi ecologici e non inquinanti.

Il triste record dell’Italia

Il record dell’Italia come paese più inquinato è davvero triste. Nonostante non si siano ancora raggiunti i livelli di qualità dell’aria prima dell’emergenza sanitaria, la situazione rimane preoccupante. Non solo a Milano, ma in tutta Italia.

L’Italia è, infatti, salita sul podio con il più alto tasso di morti per biossido di azoto. Un dato allarmante che impone numerosi interrogativi sul come si stia gestendo il problema dell’inquinamento. A quanto pare, i veicoli a emissione 0 e altri provvedimenti non sono stati necessari per arginare la questione dell’inquinamento.

Secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente nel 2019 le vittime da esposizione a polveri sottili sono state 49.900.

In Germania la situazione è ancora più grave con 81.000 morti e tragica a livello globale se si pensa che ogni anno morirebbero all’incirca 8 milioni di persone per l’inquinamento atmosferico.

Gli impatti di questi numeri sulla qualità della vita e sulla salute delle persone sono enormi. Morire a causa dell’inquinamento è il triste simbolo di un paese che ha ancora molta strada da percorrere sulla questione ambientale. Si sarebbero potute evitare 178.000 morti se tutti gli Stati membri dell’Unione Europea si fossero attenuti alle linee guida per la qualità dell’aria dell’Organizzazione Sanitaria Mondiale.

L’inquinamento a Milano come in altre città d’Italia non è da sottovalutare, perché l’aria che respiriamo potrebbe essere la stessa che ci fa ammalare.

Le quantità di polveri sottili nella città di Milano variano in base alla zona e rappresentano uno degli agenti inquinanti più pericolosi per la nostra salute. A Milano si sono superati i 35 giorni all’anno di livelli di concentrazione di polveri sottili concessi dalle normative europee.

L’effetto nocivo delle polveri sottili porta gravi danni alla salute della popolazione in quanto il gas tossico contenuto in esse è responsabile di molte malattie all’apparato respiratorio, di allergie e irritazioni. Le PM10 hanno anche effetti deleteri sull’ambiente come sui raccolti e sulla vegetazione dei territori.

A Milano attive nuove limitazioni

Il livello di concentrazione delle polveri sottili nell’aria a Milano ha superato per 4 giorni consecutivi la soglia di 50 microgrammi per metro cubo. Così Arpa e Regione hanno dato il via alle restrizioni anti-smog: da ieri, venerdì 17 dicembre, vietata la circolazione ai diesel Euro 4.

Ma che cosa sono le polveri sottili?

qualità dell'aria a Milano

Le polveri sottili chiamate PM10 sono delle particelle inquinanti con diametro uguale o inferiore a 10 µm. Queste particelle, data la loro piccola dimensione, possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio causando diversi tipi di problemi di salute.

Questo tipo di particolato sottilissimo è in grado di rimanere nell’aria per lungo tempo e di percorrere grandi distanze.

Le polveri sottili si formano a causa di tutte le attività produttive di una società come, ad esempio, i mezzi di trasporto pubblici e privati, le attività industriali e edilizie. Ma possono essere anche di origine naturale o causati dal riscaldamento residenziale. A contribuire al fenomeno delle polveri sottili ci sono anche gli allevamenti zootecnici di tipo intensivo. L’Organizzazione Mondiale della sanità ha elencato le PM10 più comuni.

Tra queste troviamo: l’ammonio, i solfati, i nitrati e gli idrocarburi policiclici aromatici, ma anche metalli come il rame e il nichel. Uno dei fattori che incide sulla situazione è l’inquinamento.

Le polveri sottili, infatti, sono in maggior numero concentrare nelle aree in cui l’inquinamento è elevato. Le PM10 sono suddivise in due categorie a seconda della misura delle particelle. Il particolato grossolano è composto da polveri, pollini, spore con un diametro superiore a 10 µm. Il particolato sottile è composto, invece, da particelle dal diametro di 2,5 micron circa, ossia le PM2,5.

La concentrazione di PM10 a Milano è sempre troppo alta

La concentrazione di PM1O a Milano è sempre troppo alta. Le polveri sottili in città, nonostante tutte le iniziative green intraprese dal comune e dai cittadini non hanno ottenuto i risultati sperati. La qualità dell’aria a Milano rimane pessima e nemmeno il lookdown causato dalla pandemia ha messo freno alla grave situazione.

Milano, purtroppo, nonostante sia una città all’avanguardia e dalle mille occasioni e possibilità è un luogo in cui non si respira bene. I dati di Legambiente basati sull’Oms sono drammatici: oltre ad aver, infatti, superato il bonus di 35 giorni di sforamento del limite di polveri sottili, Milano risulta essere la città peggiore a livello europeo per concentrazione media annuale di polveri sottili.

Lo smog, l’inquinamento, le stufe, le caldaie, e tanti altri fattori sono i responsabili di questo pessimo primato. C’è quindi bisogno di cambiare direzione modificando le proprie abitudini. È necessario cambiare mentalità per il bene della salute globale. È fondamentale evitare che questi danni non si protraggano per molto perché per la salute e l’ambiente sarebbe un processo deleterio.

Come spiegano l’epidemiologo Paolo Crosignani, direttore dell’Unità complessa di epidemiologia dell’Istituto dei Tumori, e Tittarelli: «Se si dimezzasse in modo stabile il livello medio di concentrazione del particolato, si potrebbe ottenere nel lungo termine un risparmio di decessi pari a 160 in una città come Milano».

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