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28. 06. 2022 08:01

Alexia torna insieme ad Usai: «La musica in radio mi fa star male»

Nuovo progetto per Alexia, in collaborazione con Usai: Notte è qualcosa di «diverso» che prova a riportare al centro il «saper fare musica»

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Un’icona della dance italiana, sempre e comunque. Senza dimenticare l’apporto che Alexia ha garantito al pop nel nuovo millennio, culminato nella vittoria del Festival di Sanremo quasi vent’anni fa. Il suo ultimo lavoro è Notte, in collaborazione con il dj producer Usai. La nostra è una chiacchierata tra passato e futuro, dove emerge il cruccio di un’artista con – all’attivo – quattordici album pubblicati: «Non ascolto la musica in radio perché mi fa male».

Alexia: «Un artista deve saper soffrire»

Come mai?
«Credo che gli artisti debbano saper suonare, cantare, sapersi esprimere e soffrire con la loro arte. Non posso sopportare che una tiktoker sia prima in classifica perché ha 2 milioni di follower, mentre una ragazza che magari studia da 5 anni, canta e si fa un mazzo tanto, debba farsi mille domande sul percorso che sta intraprendendo».

A cosa pensi quando rivivi mentalmente il tuo percorso?
«So di aver fatto tantissimi sacrifici. Ho incentrato tutta me stessa sulla musica finché, grazie a Dio, sono “arrivata”. Ma sai quante volte mi sono chiesta se stessi sbagliando tutto? E sarei stata fottuta perché non avevo le spalle coperte da una famiglia. Non avevo niente».

Usai, che futuro vedi per questo nuovo percorso produttivo?
«Io spero di vedermi sempre in studio a produrre qualcosa di fresco, perché con Alexia ho voluto seguire una direzione in cui le produzioni sono importanti quasi tanto quanto chi canta. So che questa è stata una produzione un po’ particolare, ma per me è così che dev’essere un pezzo oggi».

Chi sono i più bravi produttori in questo momento?
U: «Dardust, Takagi e Ketra».

Se non fosse stata Alexia, chi avrebbe cantato Notte?
U: «È difficile dirlo perché non è un pezzo facilmente collocabile. Posso dirti Mara Sattei perché ha vocalità interessanti che sarebbero potute star bene».

Nel 2021, c’è una nuova Alexia?
A: «Secondo me sono già tutte un po’ più sfacciate, più pronte al palcoscenico rispetto a com’ero io quando sono arrivata in Italia, nonostante un bagaglio di tantissime serate all’estero. Il mio percorso è stato l’inverso rispetto a quello che succede ora: sono partita dall’estero per poi approdare in Italia, ho cominciato a cantare in inglese e poi in italiano. Di nuove Alexia, insomma, non ne vedo perché non è più un prodotto richiesto. Ci sono altre qualità richieste oggi agli artisti, come il saper scrivere. Un qualcosa che, ad esempio, notiamo in artisti come Madame che ha la capacita di tenere il palcoscenico come una trentenne».

Ti piace molto?
A: «Ho letto qualche sua intervista ed è come se avesse veramente trent’anni. Ne ha passate parecchie. Indipendentemente da come canta, è una che ha un bel piglio. Mi piace anche Mara Sattei».

E tra gli uomini?
A: «Delle nuove generazioni mi piace tantissimo Blanco. Ovviamente mi piacciono anche i Maneskin, perché li trovo credibili».

 

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