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28. 01. 2022 22:39

Beba è pronta a conquistare il pubblico: «Crisalide, la mia metamorfosi»

Fra il nuovo e i parallelismi fra Milano e Torino, Beba si prepara a stupire il suo pubblico. E non solo

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«Mi attendo di stupire perché Crisalide è un disco senz’altro inaspettato, anche per chi mi ascolta da tanti anni». Ne è certa Beba, reduce dall’instore alla Mondadori in piazza Duomo per un album che, in quattordici tracce, intende raccontare una vera e propria metamorfosi. Pur senza abbandonare la strada percorsa fin qui.

Beba: «Penso di avere un modo unico di descrivere»

Dobbiamo attenderci una nuova te, dunque?
«C’è un’evoluzione, assolutamente sì. E sono anche consapevole del fatto che chi mi segue dai tempi del freestlyle storcerà un po’ il naso, ma sono pronta anche per abbracciare un pubblico nuovo. È la mia speranza, come racconto in un brano che si chiama Monica Bellucci».

Oggi in cosa pensi di essere riconoscibile?
«Penso di avere un modo unico di descrivere, di “arrivare” con le parole. Penso di avere un buon equilibrio fra l’emotività, la sensibilità e la forza allo stesso tempo. Questo mi rende riconoscibile. Per il resto, non spetterà a me dirlo».

Tra i featuring, emerge il tuo spirito d’appartenenza torinese con Willie Peyote e Angelino Panebianco. Che momento vive quella scena musicale?
«È un po’ ferma, in generale. Posso anche farti i nomi di Danny Suarez ed Enrico Mendoza, che è una vecchia guardia. Sta sempre lì, ma è veramente molto bravo. Un po’ l’emblema di Torino, forse».

Differenze con Milano?
«Torino si è sempre un po’ autolimitata. Gli artisti emergono poco, c’è un po’ di provincialismo ma anche tanta competizione. Ho sempre notato questa volontà di essere prime donne fra i rapper torinesi. A Milano sono piu furbi, si spalleggiano pur non sopportandosi l’uno con l’altro».

Se oggi volessi dissare qualcosa o qualcuno, chi potrebbe essere il tuo bersaglio?
«Il sessismo, però l’ho già fatto. Penso anche alla dipendenza dai social, alla vita finta che crea un meccanismo di insicurezza e complessi in tutte le generazioni che stanno crescendo con questa macchina da guerra».

Sei una addicted delle ragazze di Porta Venezia. Altri luoghi che ami di Milano?
«Via Lecco, il Parco Sempione, ma anche Chinatown, Moscova. E naturalmente i Navigli».

 

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