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04. 12. 2020 11:24

La rivelazione Cara lancia il suo primo EP: «Le feste di Pablo? Un successo inaspettato»

"99" è il primo EP di Cara: l'intervista esclusiva per Mi-Tomorrow

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Dopo aver conquistato il platino (e 20 milioni di stream su Spotify) con Le feste di Pablo, Cara pubblica il suo primo EP 99, anno di nascita di una ventenne tra le più talentuose della sua generazione: tra i sei brani della giovane cremasca anche il featuring con Samuel Heron Mi serve, Lentamente, e anche l’omonima 99, Scemo e Tevere.

Cosa vuol dire per te “esserci” oggi a soli 20 anni?

cara

«È un modo di vivere la vita, è non accontentarsi e volere il meglio da sé stessi, prendendosi il proprio tempo per raggiungere i propri obiettivi. “Esserci” vuole dire anche non restare indifferenti di fronte a quello che ci gira attorno».

Ti hanno fatto mai pesare la tua giovane età?

«Avere vent’anni ha le sue difficoltà, credo sia inevitabile, ma non penso che sia un limite, anzi una grande fortuna. Tutte le opinioni esterne non mi hanno mai influenzato, al contrario, ogni parere contrastante è stato un incentivo ulteriore per spingere sull’acceleratore e dare sempre di più».

Quando è scattata la scintilla con la musica?

«Ai tempi delle elementari ero in vacanza con la mia famiglia e, durante un viaggio in macchina di sera con la musica accesa, ho guardato fuori dal finestrino, preda delle parole della canzone in sottofondo, e in quell’istante ho pensato “anche io posso farlo, far sentire qualcuno come mi sento io ora e accompagnarlo in un viaggio in macchina di una notte d’estate”».

Il successo poi è arrivato con Le feste di Pablo.

«Non me lo sarei mai aspettato, così come mai avrei pensato ad un featuring con Federico (Fedez, ndr). Questo brano porta dietro tantissime sensazioni contrastanti legate alla quotidianità e agli stimoli esterni e forse questo può aver fatto bene a qualcuno in un momento di “sospensione” come quello che stavamo vivendo».

Come è nato il brano?

«Molto spontaneamente. Ci siamo conosciuti tempo prima nello studio del mio produttore D.whale. Abbiamo avuto uno scambio sia a livello umano che musicale. Il brano gli era piaciuto, poi mi ha chiesto di scriverci una strofa. È stata una sorpresa bellissima».

Non hai mai provato la strada dei talent. Perché?

«Sono un’opportunità come un’altra, ma non la mia. Non li considero negativi, ma la strada che sto portando avanti ora è quella giusta per me, comprese le sue dinamiche».

Da Crema a Milano. Pregi e difetti di questa scelta?

«Ho sempre vissuto a Crema fin da piccola, qui conservo tanti ricordi, comprese le persone che sono con me da sempre. Tre anni fa ho scelto Milano e non mi pento, è una città grande che mi dà sempre una sensazione di “boccata d’aria fresca” di cui ho bisogno, nonostante il traffico e le tante persone. Vivere a Crema è molto diverso, percepisci di più le persone intorno e questo ha dei suoi pro e dei contro»

In breve

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