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21. 01. 2022 18:54

D’Art, figlio d’arte di nome e di fatto: «Io, pop/rap»

Si intitola Stupenda la debut track di D’Art, giovane scommessa della nostra musica. Ecco il debutto del figlio di Raf

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Si intitola Stupenda la debut track di D’Art, giovane scommessa della nostra musica. E, come potrebbe far giustamente intendere il nome, figlio d’arte: il papà è Raffaele Riefoli, Raf.

D’Art: «Papà mi ha insegnato la pazienza»

Come stai vivendo questo esordio nel mondo della musica?
«Diciamo che è il debutto serio, perché prima facevo delle canzoni e le mettevo su YouTube. Non è la prima volta che scrivo, ma è la prima in cui lo faccio seriamente con un vero e proprio team. Ad ogni modo, considero come vero inizio della mia carriera il brano che ho fatto con mio padre, Samurai».

Com’è lavorare con lui, fianco a fianco?
«È stato molto bello e continua ad esserlo, visto che ci confrontiamo spesso. Apprezzo lo spazio che dà ai miei progetti senza influenzarmi artisticamente».

Stupenda parla di una relazione d’amore che, come tante, può diventare tossica portandosi dietro molta negatività.
«È una canzone che ho scritto ispirandomi ad un’esperienza che ho avuto, sebbene non sia dedicata a quella. A volte succede che le relazioni vadano male. Credo sia facile per molti immedesimarsi nel testo».

A quali artisti ti ispiri e con quali vorresti collaborare?
«Se mi dovessi collocare in un genere, forse in questo momento sarebbe il pop/rap. Adoro Ernia, poi c’è Tha Supreme che ascolto a ripetizione. Con loro due collaborerei anche domani. M’ispiro anche a Mezzosangue, un rapper romano che potrebbe tranquillamente autodefinirsi “poeta moderno”».

L’insegnamento più importante che finora hai ricevuto da tuo padre?
«La pazienza di fare le cose al momento giusto».

 

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