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21. 10. 2020 12:00

Un’altra estate, un’altra musica. Stasera Diodato chiude la due giorni live al Castello: «Milano, torna a far rumore»

Ha fatto rumore a Sanremo, al cinema ci ha ricordato che la vita è meravigliosa. Dopo il lockdown,ha provato a raccontare un’altra estate. Ecco perché abbiamo deciso di ripartire da lui

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Antonio Diodato ha suggellato il coraggio di tornare ai live con una doppia data al Castello Sforzesco: «Ho riflettuto molto e continuo a farlo dopo ogni concerto: le due date milanesi (ieri e stasera sold-out, ndr) sono qualcosa di speciale, l’opportunità di godere della musica in un qui e ora universale di tornare a fare rumore nel luogo in cui vivo, che mi ha fatto crescere sia come persona sia come cantante».

Diodato chiude la due giorni live al Castello: «Milano, torna a far rumore»

È stato l’anno di Diodato, non c’è dubbio. Un 2020 tanto difficile quanto fondante per il cantautore tarantino, 39 anni appena compiuti, che dalla vittoria del Festival all’ultimo Soundtrack Stars Award raccolto a Venezia è stato in grado di costruire per sé e per i suoi fan un percorso solido, costante e coinvolgente. Tanto da renderlo il simbolo musicale di una delle stagioni più controverse di sempre.

Musica. «La musica è cultura, educa, emoziona, intrattiene – racconta a Mi-Tomorrow –: è testimonianza del nostro tempo e del nostro passaggio e muove economie importanti, dando lavoro a tantissime persone che spesso non si vedono, ma ci sono. Quando tutto si è fermato, ho pensato a tutti loro: ai miei compagni di viaggio, che permettono all’arte di realizzarsi, alla cultura di esistere e resistere».

Causa. Da qui il bisogno di unirsi, continuando a crederci: «È bello aver visto in questi mesi tante persone lottare assieme per la stessa causa. Vedere così tanta coesione, cooperazione, così tante persone splendide, generose, competenti e civilmente agguerrite, mi fa ben sperare per il futuro. Non sarò certo io a risolvere i problemi del nostro settore – chiarisce –: io posso solo essere di aiuto, camminare a fianco di chi lotta veramente, degli invisibili, chiedendo a chi ha il potere di cambiare le cose di ascoltarli».

Ritrovarsi. «Ho pensato tanto al momento in cui ci saremmo ritrovati e ho pensato che questa estate potesse essere il momento giusto per tornare a guardarci negli occhi e provare a ripartire». E così sono nate delle occasioni speciali: “i concerti di un’altra estate”: «Dalle montagne della Valle d’Aosta, passando per Roma, i laghi del Friuli, la Sicilia, mi hanno riportato nella mia terra, Taranto, poi nella città cui vivo, Milano. È un viaggio dell’anima che condivido con chiunque voglia farne parte. È tornare a stare insieme, finalmente».

Milano. Tornare a fare concerti, ritrovarsi, aprire le braccia e lasciarsi portare nell’iperspazio da un mare di emozioni: questo sono stati i concerti di un’altra estate. «E lo sono anche nella città in cui vivo – prosegue – perché anche lei ha bisogno di tornare a fare rumore». Abbracciarsi con il potere della musica: un concetto che Diodato ha molto chiaro in testa. Ed è la stessa musica che in questi mesi è riuscita ad «unirci anche a distanza: ora possiamo tornare a condividerla assieme nello stesso luogo, ovviamente con le dovute distanze. Milano è stata tra le città che ha sofferto di più, sono onorato ed emozionato di poter contribuire a dare un briciolo di speranza anche qui con il nostro comparto».

Sul palco. Un comparto ricco, fatto di tantissime maestranze che hanno vissuto il periodo più duro: «In questi mesi difficili ho pensato ai miei amici, ai miei compagni di viaggio, professionisti che da anni mi permettono di dare il meglio su un palco e che sono stati tra i più colpiti da questa situazione. I concerti di un’altra estate sono stati l’occasione per tornare ad essere un corpo unico, capace di raccontare quanto tutto questo sia importante per una società libera, sana, felice. E ora, anche a Milano, è il tempo di tornare a guardarci negli occhi e provare a ripartire».

Quotidiano. L’obiettivo è chiaro: «Tornare alla vita di prima, quella in cui potremo ammassarci in un club, stringerci e urlare in uno stadio, mischiarci. Quel giorno sarà ancora più bello ricordare questi primi passi fatti insieme. A Milano, la città che ha finalmente concretizzato i miei sogni, li ha resi quelli che oggi sono la mia realtà quotidiana, porto in ogni nota, in ogni gesto, in ogni istante, tutta la consapevolezza, tutto il bagaglio di un vissuto che, mai come in questo momento, potremmo definire comune».

Lockdown. Ma Milano è stata anche la città del suo lockdown: «Ero davanti alla tv, immobile. Ad un certo punto ho ripreso i miei spazi: ho iniziato a leggere, a suonare, a scrivere i miei pensieri. Contemporaneamente vedevo esplodere una delle primavere più belle di sempre. Un giorno ho aperto la finestra e quel silenzio mi ha fatto pensare alle vacanze in posti isolati, magari al mare… Avevo un forte desiderio di andarci, per una riconnessione con la natura, con le radici. Un’altra estate racconta questo.

Speranza. In questo senso, Milano mi ha ridato speranza, ha rafforzato la mia identità, mi ha fatto capire che la musica può fare qualcosa. Salire di nuovo su un palco con la mia musica, sentire l’energia di un pubblico tornare verso di me e condividere la mia è ciò che può aiutare a sconfiggere ogni barriera. E ultimamente di barriere se ne sono create parecchie, ma ci hanno insegnato l’importanza della condivisione».

Stasera alle 21.00
Castello Sforzesco – Cortile delle Armi
Piazza Castello, Milano
Biglietti: sold-out

Il 2020 di Diodato

8 febbraio
vince il 70º Festival di Sanremo
con Fai rumore
9 maggio
vince il David di Donatello
con Che vita meravigliosa
6 luglio
vince il Nastro d’argento
con Che vita meravigliosa
3 settembre
vince il Soundtrack Stars Award a Venezia 77
con Che vita meravigliosa

Diodato
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