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23. 07. 2021 21:25

Samuel al Ride con il Golfo Mistico Tour: «Un lockdown di grande creatività»

Dal vivo il cantante dei Subsonica presenterà anche il nuovo singolo Tra un anno, tratto dall’album solista in uscita a gennaio

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Al Ride di Porta Genova arriva domani Samuel con il suo Golfo Mistico Tour. Il concerto, previsto per fine agosto, è slittato perché c’era il sospetto che ci fossero positivi al Covid-19 nel suo staff.

Samuel al Ride con il Golfo Mistico Tour

Tra un anno è nato da una riflessione durante il lockdown?
«In effetti potrebbe sembrare, ma in realtà l’ho scritta molto prima. Parla del fatto che crediamo di sapere sempre cosa accadrà dopo, ma in realtà è una certezza illusoria».

Tendi a voler controllare la tua vita?
«Sì, sono uno che ha bisogno di sapere cosa sta facendo, di avere un ordine intorno a me. Però è importante saper gestire le proprie aspettative. Quando si è giovani si ha un’energia e una voglia di fare che fa esplodere un’aspettativa enorme. Poi, andando avanti nel tempo, si sente la necessità di ancorarsi di più alla realtà che si sta vivendo».

Come hai vissuto questi mesi?
«Pur essendo stato un momento storico drammatico, per me ha rappresentato un periodo di grande creatività: non avendo più scadenze ho potuto esprimermi al meglio. Attraverso i social ho raccontato tutta la mia musica, recuperando anche brani che mi ero quasi dimenticato e che poi ho deciso di proporre per questo spettacolo. La bontà dei Subsonica, ad esempio, è un pezzo che prima non aveva trovato spazio nei nostri live».

Hai suonato anche su una barca sulle Isole Eolie. Come è andata?
«Dopo la chiusura forzata ho fatto un giro in barca sulle Eolie per trovare ispirazione per il mio nuovo album. Quando si è deciso di fare un tour, ho pensato che i primi concerti avrei potuto farli proprio lì: non avrei di sicuro avuto problemi con il distanziamento. Così gli spettatori ci hanno raggiunto con altre barche. C’era anche chi si tuffava in acqua mentre suonavo».

Che concerto sarà quello di domani al Ride?
«In questo tour rimango al piano dall’inizio alla fine, un gesto di vicinanza verso il pubblico che dovrà stare seduto. Tra un pezzo e l’altro parlo molto, racconto aneddoti legati alle canzoni e gli spettatori possono anche intervenire. Quella di Milano sarà però una data speciale perché mi accompagnerà un supergruppo formato da musicisti di diverse band: ci sarà il batterista dei Linea 77 Christian Montanarella, il tastierista degli LNRipley Alessandro Bavo, il bassista dei Motel Connection Pierfunk, il chitarrista dei Bluebeaters, Cato, e Giulio Piola della Bandakadabra, con il quale ho riarrangiato in chiave orchestrale il concerto del Codice della bellezza, che ho voluto pubblicare durante il lockdown».

Che rapporto hai con Milano?
«Torino è la mia città, ma Milano è la prima che ci ha accolto, che ci ha aiutato. Mentre nel resto d’Italia dovevamo farci ancora conoscere, a Milano riempivamo già i palazzetti. Qui abitano molti miei amici musicisti e c’è la famiglia discografica con la quale lavoro. E poi Milano è una città in perenne cambiamento: non sai mai cosa succederà tra un anno!».

Quali sono i tuoi posti preferiti?
«Ogni volta mi piace scoprirne di nuovi. Mi piacciono i Navigli perché ritrovo con un po’ di malinconia quell’atmosfera festosa che c’era nei miei amati Murazzi di Torino. Poi sono affezionato a un B&B in zona Brera dove ormai mi sento a casa».

Prima dell’emergenza, stavi per aprire Golfo Mistico. Di cosa si tratta?
«È il mio studio a Torino, nel quale faccio gravitare diverse creatività. C’è la parte musicale, una cucina e un bar, e altri spazi. L’idea era di programmare eventi mensili con altri musicisti: Golfo Mistico non può ospitare persone esterne, ma è un posto dal quale possiamo fare musica da trasmettere in streaming. È un po’ quello che ho fatto durante il lockdown, ma lì ero da solo. Adesso cercherò di capire come partire con questo progetto seguendo le norme di sicurezza».

Puoi darci qualche anticipazione sul nuovo album?
«Sarà diverso dal precedente, Il codice della bellezza. Penso che un artista non debba mai ripetersi e quindi ho voluto concentrarmi sul concetto di cambiamento. Ne Il codice della bellezza mi ero affidato all’abilissimo produttore Michele Canova perché volevo esplorare i territori del pop italiano, quello che da bambino vedevo in televisione a Sanremo. Jovanotti aveva scritto cinque brani per me. Per il nuovo disco in uscita a gennaio ho invece voluto tornare alla musica con cui mi sono formato, non da classifica, ma che si ballava nei club. Quindi gli elementi del disco saranno l’elettronica, che è il mio linguaggio di base, le canzoni, e quel sapore da club degli anni ’90».

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