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03. 08. 2021 16:04

Da Paradise, Una nuova vita a Il caso Pantani: i film in sala da non perdere

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Da Paradise, Una nuova vita a Il caso Pantani: i film in sala da non perdere.

UN INFERNO DI PARADISO
Commedia grottesca per il ritorno alla regia di Del Degan

Presentato all’ultimo Torino Film FestivalParadise – Una nuova vita segna il ritorno dietro la macchina da presa di Davide Del Degan. Reduce dal docufilm L’ultima spiaggia, il regista triestino ha girato una commedia grottesca destinata ad entrare nel cuore di molti. Il protagonista è Calogero, un venditore di granite che ha compiuto un gesto straordinario: ha deciso di testimoniare contro la mafia dopo aver assistito ad un delitto.

L’uomo entra a fare parte del programma protezione testimoni e la sua vita cambia totalmente: dalla calda Sicilia alle montagne del Friuli, a Sauris. Ospite del villaggio Paradise, Calogero ben presto dovrà fare i conti con un problema assai importante: Il killer contro cui lui ha testimoniato è diventato a sua volta un collaboratore di giustizia e, per un errore amministrativo, è stato spedito nella stessa località, con lo stesso falso nome…

Paradise – Una nuova vita è una commedia surreale sulle alpi friulane che gioca molto sui contrasti. Grande merito va alla sceneggiatura firmata Andrea Magnani, apprezzato regista, che riesce a raccontare un dramma con una chiave diversa, quasi paradossale. Del Degan abbandona il registro realistico cercando di fare sorridere lo spettatore, riuscendoci. Una storia di redenzione e di nuove possibilità, sia per accusatore che per accusato: si respira aria di rivincita e di cambiamento, in un processo di ricerca interiore che lo spettatore scopre minuto dopo minuto.

Molto interessante il personaggio del killer, interpretato da Giovanni Calcagno: abituato a ruoli da cattivo, qui riesce a esprimere una umanità a dir poco particolare.

Paese di origine: Italia
Durata: 85 minuti
Regia: Davide Del Degan
Genere: commedia
Dall’8 ottobre

Arab Blues (c) CaroleBethuel
Arab Blues (c) CaroleBethuel

MINA PER LA LABIDI
Curiosità attorno ad Un divano a Tunisi

Tra i titoli più interessanti presentati al Festival di Venezia 2020 – selezionato per le Giornate degli autori – Un divano a Tunisi di Manèle Labidi è nelle sale italiane grazie a Bim Distribuzione. L’esordio alla regia della sceneggiatrice franco-tunisina è particolarmente accattivante, anche grazie alla performance della meravigliosa Golshifteh Farahani (Nessuna verità, Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar).

Il film racconta la storia della giovane Selma, psicanalista dal carattere forte e indipendente cresciuta a Parigi insieme al padre, che decide di fare ritorno a Tunisi – sua città d’origine – per aprire uno studio privato. Le cose non andranno come previsto: la giovane dovrà fare i conti con un ambiente non favorevole… Manèle Labidi sceglie di trattare tematiche sociali e politiche in chiave umoristica: in Un divano a Tunisi ci troviamo di fronte alla natura frizzante ed a volte strampalata della società tunisina, che possiamo conoscere meglio grazie proprio a Selma.

Lo spettatore, esattamente come la protagonista, si ritrova catapultato in un contesto estraneo, ma allo stesso tempo familiare. Selma deve confrontarsi con una mentalità a tratti arcaica, ma filtra anche grande speranza e fiducia verso il futuro: sono tante le donne forti e fuori dagli schemi, in deciso contrasto con la tradizione tunisina. Temi come religione e sessualità vengono trattati con leggerezza, in maniera abbastanza implicita: i riflettori sono accesi su Selma e sul suo cammino nella società e dentro se stessa.

Un film da non perdere, anche solo per la meravigliosa Città vuota di Mina in apertura, punta di diamante di una colonna sonora che vanta anche brani come Hey Babe di Loolie and The Surfing Rogers o Io sono quel che sono, sempre della Tigre di Cremona.

Paese di origine: Tunisia
Durata: 87 minuti
Regia: Manèle Labidi
Genere: commedia
Dall’8 ottobre

Il Caso Pantani
Il Caso Pantani

PANTANI COME MAI PRIMA
Tre giorni in sala col biopic di Ciolfi

Marco Pantani è stato tra gli sportivi più amati d’Italia, in grado di raccogliere consensi anche tra coloro che non hanno mai seguito il ciclismo. Il “Pirata” ha scritto pagine importanti della storia del ciclismo, una storia che purtroppo ha conosciuto la parola fine il 14 febbraio di 16 anni fa. Il Caso Pantani – L’Omicidio di un Campione di Domenico Ciolfi – in sala come evento speciale solo il 12, 13 e 14 ottobre su distribuzione Koch Media –  ricostruisce la storia del ciclista romagnolo attraverso una narrazione accurata, in grado di svelare particolare inediti sulla sua morte.

Il biopic accenderà i riflettori sulle ultime ore di Pantani, ma non solo: Ciolfi è tornato su quanto accaduto nel giugno 1999 a Madonna di Campiglio, con il ciclista vittima di una provetta manipolata e della criminalità organizzata. Per questo cammino, il regista ha deciso di dirigere tre interpreti diversi per le tre fasi della sua breve vita – Marco Palvetti, Brenno Placido e Fabrizio Rongione -, ma il cast vanta anche la presenza di Francesco Pannofino, Libero De Rienzo, Gianfelice Imparato, Monica Camporesi, Emanuela Rossi, Paola Baldini, Gianluca Balducci e Giobbe Covatta.

«La storia di Pantani è un racconto che si snoda lungo la cronaca del nostro paese tra interessi economici, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti, scommesse clandestine, leggende della malavita – le parole di Ciolfi –. Una storia di amicizia tradita, di amore perduto, di dipendenza e di immensa desolazione, come quella che lo ha accolto in un limbo senza vita lungo quasi cinque anni.

Ma è anche la narrazione della vita di un semplice ragazzo di mare e delle sue imprese sulle vette più alte d’Europa. Dei suoi sogni, della sua incredibile voglia di vivere».

Paese di origine: Italia
Durata: 150 minuti
Regia: Domenico Ciolfi
Genere: drammatico, biografico
12, 13 e 14 ottobre

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