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05. 12. 2021 15:23

Dopo il tapiro ad Ambra Angiolini, “Striscia” risponde alle accuse: «Quanti ciarlatani e finti moralisti»

Il tg satirico risponde con un lungo post alle tante accuse ricevute in questi giorni

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Da alcuni giorni il tg satirico “Striscia la Notizia” è finito nell’occhio del ciclone per la consegna a Milano del Tapiro ad Ambra Angiolini. Il servizio mandato in onda alcuni giorni fa ha acceso le proteste di tantissime giornaliste, donne dello spettacolo e non solo, che hanno definito l’azione del programma di Antonio Ricci come un’inutile invasione di campo nella sfera personale della ex conduttrice di “Non è la Rai”.

Tapiro ad Ambra Angiolini, Striscia si difende

Tra i tanti a schierarsi contro il programma di canale 5 anche la ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, che ha condannato la «spettacolarizzazione di un evento privato e doloroso» sottolineando come «si sia scelto di andare dalla donna e non dall’uomo».

Proprio al ministro Striscia la Notizia ha voluto rispondere sull’accaduto. «Gentile ministra, mi presento: sono il Tapiro d’oro – si legge in un post Instagram pubblicato sul canale del tg satirico -. Ci tenevo a scriverle dopo che anche lei – che onore! – ha impegnato alcuni minuti del suo tempo per parlare di me in compagnia delle menti più brillanti della Nazione. Sono nato nel ‘96, premio dal muso lungo e triste. E da allora vengo consegnato ai cosiddetti “attapirati”. Sono finito nelle mani di De Martino, Diletta Leotta, Scamarcio, Belén, Ignazio Moser, Federica Pellegrini, Monte… Motivo?I loro cuori spezzati, senza distinzione di genere. Come vede, mi sono sempre fatto un punto d’onore di rispettare le Pari Opportunità».

Gli autori di Striscia non arretrano di un passo sulla scelta di consegnare il Tapiro ad Ambra Angiolini. «Cara ministra Bonetti, “Striscia”, come sa, è una trasmissione satirica che ha come missione impossibile combattere l’ipocrisia nel mondo – prosegue il post -. Una guerra persa, visto il numero dei nemici, ma che per noi vale sempre la pena combattere. Quanti sepolcri imbiancati, prosseneti, finti moralisti o semplici ciarlatani, individui in crisi di astinenza o semplicemente bisognosi dell’esternazione quotidiana si sono sentiti autorizzati a pontificare sull’argomento!».

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