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Milano
14. 06. 2021 00:58

Un esercizio di creatività senza precedenti

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Ammettiamo subito. Il nome del contest “Fuori Milano” è stata un’idea di Mi-Tomorrow. Ma l’intuizione è tutta dell’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran.

Proprio lui lo scorso 16 luglio mi inviò questo Whatsapp: «Senti sui tavolini facciamo una roba simpatica e molto social, una competizione per municipio e poi grande partita finale». Da lì alla messa online ci sono volute due settimane scarse.

E poi due mesi di votazioni per i migliori dehors, prima tra cinque locali selezionati per ciascuna delle nove zone e poi, appunto, il gran finale che ha incoronato il Tutti Fritti delle colonne di San Lorenzo. Insomma, un successo.

In termini di voti e di partecipazione da parte dei locali stessi e dei lettori di Mi-Tomorrow. Una raffica di condivisioni social, tra inviti a votare e promozioni del contest.

Tutto, come sempre, ha una sua ragione di fondo. E l’entusiasmo vissuto in questi due mesi abbondanti di “Fuori Milano” è figlio di una giusta visione che il Comune di Milano ha avuto per sfruttare al massimo gli spazi all’aperto in quella che ricorderemo per sempre come “l’estate della pandemia”.

Non è stato solo l’aspetto economico a pesare positivamente sull’operazione (la tassa di occupazione del suolo pubblico azzerata). Decisiva è stata la sburocratizzazione delle pratiche: quindici giorni scarsi per rispondere alle domande di allargamento presentate da bar, ristoranti e bistrot. Pochi e rapidi controlli da parte di Palazzo Marino per dare il via libera a sedie, ombrelloni e tavolini.

Il risultato è stato un esercizio di creatività senza precedenti, che ha rivoluzionato in meglio anche piccoli angoli di Milano (in centro e in periferia). Sono nate nuove zone 30, hanno visto la luce le nuovissime zone 15. E ancora: isole pedonali, temporanee e permanenti. Certo, quale problemino c’è stato. Mai, però, come questa volta il positivo ha prevalso sulla criticità. Con nuovi possibili provvedimenti restrittivi all’orizzonte, sarà linfa vitale per gli esercizi pubblici mantenere viva quest’opportunità anche nel corso del prossimo inverno.

tutti fritti fuori milano
tutti fritti fuori milano

E siamo certi che pure in questo caso, con qualche necessaria correzione da parte del Comune rispetto all’accelerata senza precedenti dell’estate, vedremo spuntare nuove soluzioni, creative, sostenibili e magari a costo zero.

Non aspettiamoci i funghi a gas al bordo delle carreggiate, ma magari qualche lampada riscaldante di design potrebbe candidarsi a diventare il nuovo arredo urbano di questo “famigerato” 2020.

C’è voglia di vivere. E’ palpabile. E ci vogliono prudenza e responsabilità. Da parte di chi gestisce un bar o un ristorante e che si è visto azzerare mesi di incassi, serve ancora uno sforzo (l’ultimo, si spera) per scollinare i prossimi mesi e uscire dall’emergenza con un bagaglio di esperienze costruttive.

“Fuori Milano” è stata senz’altro una di queste. E traccia la strada verso le festività di fine anno. Il Comune ha già approvato le linee guide per le luminarie di Natale. Da qui ci piacerebbe ripartire per accompagnare l’Amministrazione, nei limiti del nostro compito, in una ulteriore valorizzazione delle idee più belle. Ci siamo e ci saremo.

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