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01. 08. 2021 10:28

#Milanochelegge: il libro che ha ispirato il film vincitore di Venezia 77

Torna, in vista del fine settimana, la nostra rubrica #Milanochelegge

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#Milanochelegge: il libro che ha ispirato il film vincitore di Venezia 77.

nomadland
nomadland

Dal film vincitore di Venezia 77
Jessica Bruder, Nomadland. Un racconto d’inchiesta, Edizioni Clichy (pagine, euro)

Un libro che nasce da un’inchiesta intitolata Dopo la pensione, in cui Jessica Bruder rompeva il silenzio sulla condizione di moltissimi cittadini americani che, una volta arrivati alla pensione, si ritrovano a fare i conti su risparmi di una vita che scarseggiano scegliendo di proseguire la propria esistenza tra lavori precari che si svolgono da una costa all’altra del paese, muovendosi con i mezzi più disparati e adattandosi a vite sempre differenti. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film diretto da Chloé Zhao appena insignito del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 77.

Laura Imai Messina, Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale della grande metropoli, Einaudi (272 pagine, 19 euro)

Le città sono degli organismi in costante crescita e cambiamento, una città vista oggi probabilmente avrà probabilmente un carattere diverso tra dieci anni. Esistono città, poi, ancora più in divenire di altre: una di queste è Tokyo e l’autrice di questo libro la vede cambiare ormai da quindici anni. Arrivata in Giappone per perfezionare la lingua, ci rimarrà, innamorata dalla capacità della metropoli di alternare grandi quartieri di avanguardia tecnologica a vicoletti in cui il panorama diventa quasi quello di un paesino di provincia. Il racconto di Laura Imai Messina inizia a Gennaio, Mutsuki, “il mese degli affetti” e continua fino a Dicembre, Shiwasu, “il mese dei bonzi affaccendati”. Il volume è illustrato da Igort.

quaderni giapponesi
quaderni giapponesi

Igort, Quaderni Giapponesi. Vol. 2. Il vagabondo dei mangaOblomov (181 pagine, 20 euro)

Igort è uno degli autori di fumetti che, negli ultimi vent’anni, più di ogni altro ci ha narrato il Giappone, che si dimostra una continua scoperta. Un paese che è difficile raccontare sotto un solo punto di vista: ogni narrazione è, infatti, molto specifica e personale: questo volume, il secondo di un dittico, è un diario ragionato di appunti dell’autore durante alcuni viaggi intrapresi per incontrare disegnatori, editor e collaboratori nipponici. Appunti che diventano motivo per parlare della cultura visiva e il senso estetico giapponesi, anche un po’ ripercorrendo gli spunti di Roland Barthes.

le regole degli amanti
le regole degli amanti

Yari Selvetella, Le regole degli amanti, Bompiani (320 pagine, 18 euro)

Sandro e Iole si incontrano che sono adulti e da adulti si innamorano. Da adulti è facile perché ormai hai perfettamente presente quello che non vuoi; ma da adulti è anche difficile, perché di solito si hanno di fronte vite complete, che si snodano tra lavoro, rispettivi matrimoni e i figli. Sandro e Iole non hanno intenzione di rinunciare a tutto questo, a una vita che ha già in fondo superato la fase dei sacrifici e dei compromessi nei confronti dei rispettivi compagni, ma non vogliono nemmeno rinunciare a vivere questo amore, cercando di tenerlo leggero e libero, clandestino, ma solare, cercando sempre nuovi modi per reinventarsi e per annientare la noia.

Carlo Mazza Galanti, Cosa pensavi di fare? Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico, Il Saggiatore (160 pagine, 16 euro)

Dopo una parentesi tra gli anni ’80 e ’90, i libri game sono tornati di moda e tra le tante proposte a tema fantasy o fantascientifico, eccone uno irriverente che ha a che fare con la vita vera di una generazione: Carlo Mazza Galanti ha ideato, per i tipi de Il Saggiatore, un romanzo a bivi in cui il protagonista non è altro che un giovane la cui esistenza dipende dalle nostre scelte di lettrici e lettori. L’incertezza del precariato, sia lavorativo, sia sentimentale e, perché no, anche politico; decisioni sofferte e travagli interiori che non sono altro che lo specchio di chi oggi ha trent’anni, ha scelto un percorso di studi umanistico e si ritrova nel grande tritacarne che è il lavoro culturale negli ultimi vent’anni.

Non solo consigli di lettura, oggi consigliamo il podcast…

job busters
job busters

Job Busters, condotto da Federica Mutti (prodotto da Adecco)

Ascoltereste un podcast che parla del mondo del lavoro e come affrontarlo? Noi sì, soprattutto se a produrlo è Adecco, multinazionale specializzata nel recruiting e nella selezione del personale. Job Busters è proprio questo: in dieci puntate, la conduttrice Federica Mutti dialoga con diversi ospiti, provenienti da aziende come LinkedIn, dal mondo HR e non solo, cercando di sfatare uno a uno alcuni miti legati alla ricerca di lavoro. Qualche esempio? Per esempio, che i social siano solo una perdita di tempo, oppure che il famoso “anno sabbatico” sia mal visto, oppure che il proprio lavoro e la sua riuscita sia solo ed esclusivamente una questione di talento innato. Il podcast è disponibile gratuitamente su Spreaker, Spotify, Apple Podcast, Google Podcast.

#milanochelegge - Foto di Skitterphoto
#milanochelegge – Foto di Skitterphoto

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