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19. 05. 2022 00:34

Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike: l’atto finale

Un’impresa di cinque giorni e 500 chilometri

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Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike, oggi è il giorno previsto per l’arrivo a Cortina. Ci separano gli ultimi 60 chilometri dalla regina dolomitica. Saranno sicuramente chilometri impegnativi e da non sottovalutare ma rappresentano comunque una distanza minima rispetto ai 440 che ho già percorso (di cui i primi 145 da solo, prima che a me si unisse Alessandro). Questa notte ho dormito veramente poco, proprio per l’agitazione di essere vicino a concludere non un’impresa ma una sfida con me stesso. 

Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike, le sfide con se stessi

Le cose più difficili, quelle che appaiono irrealizzabili, sono quelle che meritano almeno di essere tentate. E ovviamente non parlo solo di sport, ma anche di lavoro, studio. Quello che però per me è impossibile da fare e concepire è di realizzare, o almeno provare a realizzare, qualcosa di importante da solo. Senza Alessandro non sarei arrivato fino a Cortina perché neppure sarei partito. Perché in bici e nella vita c’è sempre bisogno che qualcuno sia disposto a passarti una borraccia, come nella famosissima foto tra Coppi e Bartali sulla salita del Col du Télégraphe al Tour de France del 1952. E una grande spinta me l’hanno data anche i tantissimi tra amiche e amiche che mi hanno incoraggiato sui social e tramite telefonate e messaggi. 

Che lo sport sia accessibile per tutti

Come ho già scritto, un messaggio e uno solo voglio lanciarlo con la mia biciclettata: nel 2026 assieme alle Olimpiadi si terranno anche le Paralimpiadi e deve essere l’occasione per rendere usufruibile a chiunque, a partire dai più piccoli, lo sport. A prescindere dalle condizioni fisiche o intellettive. E allora bisognerà continuare a lavorare con sempre maggiore impegno sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sugli impianti sportivi e sulla scuola. E quindi mi ha fatto un piacere enorme leggere che Bebe Vio ha deciso di cercare di far crescere il più possibile gli sport paralimpici a Milano con una sua Academy in cui sarà possibile praticare sitting volley, basket in carrozzina, scherma in carrozzina, calcio amputati e calcio ciechi, atletica. Verranno offerti allenamenti gratuiti a bambine, bambini, ragazze e ragazzi dai 6 ai 18 anni. Potranno partecipare ragazze e ragazzi con disabilità fisica e normodotati che, insieme, sperimenteranno i vari sport, in due impianti sportivi messi a disposizione dal Comune di Milano: il Centro Sportivo Iseo e il Bicocca Stadium. E sono sicuro che il mio amico Lorenzo, con la sua Accademia Scherma Milano, che ha moltissimi tesserati disabili, parteciperà a questo progetto. Ma adesso é veramente arrivata l’ora di partire e devo per forza riportare il messaggio che mi ha mandato ieri sera Luca e che racconta benissimo le terre e la storia, anche di Resistenza, dei luoghi che attraverseremo per raggiungere Cortina.

Il messaggio di Luca

In tal senso, inserisco una parte del messaggio che mi ha mandato ieri sera Luca: «La pedalata che stai facendo è quello che scrivi meritano un grandissimo applauso. Ci tengo a dirtelo perché lo meriti. Non so se passi da Dobbiaco o da Cimabanche per ‘scendere’ in Ampezzo. Poi credo, per forza, entrerai in Valboite ovvero in Cadore. Nel caso, passerai un posto che si chiama ‘dogana vecchia’ (piccola casetta sulla statale di alemagna dopo il trampolino delle olimpiadi invernali del 1956) e quindi sarai in valle. Quei pochissimi chilometri sono costati la vita di migliaia di alpini arroccati sulle tofane. Cortina era Austria, l’Italia cominciava e finiva a san vito. Io sono figlio di un partigiano di Borca di Cadore, i nonni di mio padre scapparono fino a Sampierdarena dopo Caporetto. In Ampezzo (Cortina) era territorio del Reich (annesso con decreto di Hitler subito dopo 8 settembre). Mio papà mi raccontava degli impiccati partigiani fino a Pieve. Insomma … memorie ogni cento metri. Poi a Borca un tal Mattei costruì il primo ‘villaggio vacanze’ per dipendenti AGIP con l’architetto Gheller. E proprio lì troverai la Birraria Bauce dove, nel caso…  beh il Pelmo visto da lì è la montagna più bella del mondo. Sani (saluto ladino-cadorino)». Davvero in poche righe è contenuto un racconto emozionante e che non può lasciare indifferenti.  

Dobbiaco, Cadore, Cortina

Prendiamo la ciclabile che ci porterà a Cortina passando da Dobbiaco e questa ciclabile in origine era una fertivia a scarto ridotto, che da Dobbiaco portava a Calalzo di Cadore, passando per Cortina. Una volta dismessa è stata riconvertita a pista ciclabile. Appena la imbocchiamo dobbiamo fermarci ad ammirare lo spettacolo del piccolo lago Valdaora che la ciclabile lambisce passando nel bosco. E dopo 10 chilometri siamo a Dobbiaco, dove ci fermiamo per un caffè. Ripartiamo ed ecco che siamo ancora ne bosco, nel parco naturale delle Tre Cime. E infatti poco  dopo ecco le 3 cime di Lavaredo stagliarsi alla nostra sinistra in tutta la loro bellezza e imponenza. Qualche chilometro ancora e a poche decine di metri dalla pista ciclabile notiamo quella che sembra a tutti gli effetti una spiaggia di sabbia caraibica. Guardiamo meglio ed effettivamente le acque del lago Landro sono così trasparenti da apparire simili a quelle dei mari tropicali e in una insenatura già decine di persone sono a prendere il sole. 

Un giro in… spiaggia

Ovviamente non possiamo evitare di andare anche noi sulla spiaggetta, dove prendiamo il sole e pranziamo con 2 banane e 2 barrette energetiche. Ripartiamo: a Cortina ormai mancano solo 24 km di pista ciclabile che è in clamorosa discesa (pensavamo invece che saremmo stati sempre in salita) ma che è tutta in ghiaia e quindi facciamo molta attenzione. Tutti questi chilometri li passiamo in mezzo al parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, con panorami davvero di impressionante bellezza. Fino a quando – incredibile! – appare il cartello che indica l’ingresso a Cortina d’Ampezzo! Io e Ale inchiodiamo e iniziamo a scattarci foto ricordo in serie, anche con la bandiera dei Giochi di Milano Cortina 2026 che ho portato da Palazzo Marino. 

L’arrivo a Cortina d’Ampezzo

E poi abbiamo l’appuntamento con il vice Sindaco di Cortina, Luigi Alverà, con cui è bello parlare di Cortina, dei Giochi del 2026 e con cui ci scattiamo una foto davanti al Municipio con la bandiera della candidatura di Milano Cortina ai Giochi del 2026. E Luigi, prima di congedarci, indica un monte e ci dice: «A proposito di Milano, non notate nulla? Il Becco di Mezzodì ha la stessa forma del Duomo di Milano». Ed è vero! La montagna che Luigi ci indica, ha la forma a guglie del Duomo! Credo che potrebbe diventare uno dei simboli dei Giochi del 2026. Ci salutiamo con Luigi con l’augurio di rivederci prestissimo.

Un’impresa, 5 giorni e 500 chilometri

E quindi è finita davvero dopo 5 giorni e 500 chilometri di pedalate sono arrivato a Cortina. In premessa ho già spiegato le ragioni di una simile scelta e non mi ripeto. Aggiungo solo una ultima cosa: spero che venga accolto la mia proposta di fare del 6 marzo (giorno in cui cominceranno nel 2026 le Paralimpiadi) la giornata delle Paralimpiadi  nelle scuole milanesi. E ora è il momento dei ringraziamenti: ad Alessandro con cui ho condiviso 4 giorni di vento, sole, birre e barrette energetiche, a Mi-Tomorrow e al suo mitico direttore Christian Pradelli che mi ha proposto di tenere questo diario on line e al giornalista Luca Talotta che ne ha curato la pubblicazione. A tutti quelli con cui ho parlato in questi giorni e con cui ho condiviso storie di bici e chilometri. E grazie a chi ha perso un po’ di tempo per leggere questo breve diario. W i Giochi! (to be continued in 2026…).

Alessandro Giungi

RILEGGI TUTTA L’AVVENTURA DI ALESSANDRO GIUNGI! 

Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike: prima tappa

Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike: seconda tappa

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Alessandro Giungi, da Milano a Cortina in ebike: la quarta tappa

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