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27. 09. 2021 06:17

“Condominy”, una lezione dai giovani pazienti oncologici

Grazie a “Condominy” le parole e l'immaginazione sono diventate lo strumento per superare i confini. Da un’iniziativa dell’Istituto Nazionale dei Tumori è nato un libro disponibile gratuitamente.

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L’arte e l’architettura per raccontare l’isolamento. Non solo quello causato dalle restrizioni anti-coronavirus, ma anche quello che ogni giorno i bambini e ragazzi colpiti da patologie oncologiche sono costretti a sopportare durante le terapie. Grazie a Condominy, iniziativa avviata dal “Progetto Giovani” dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, le parole e l’immaginazione di questi ragazzi sono diventate lo strumento per superare qualunque confine.

 

Condominy, l’iniziativa dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Pagine di speranza. Oggi da questa esperienza è nato un libro edito da Boîte Editions, disponibile gratuitamente in formato Pdf. Le pagine raccontano le passioni dei piccoli pazienti – le moto, i viaggi, lo sport – e le risorse per far passare il tempo in modo creativo: dai libri alla musica, dagli hobby più diversi alla tecnologia e alla cucina.

Emergono anche il susseguirsi di emozioni e stati d’animo differenti che l’isolamento può portare, il bisogno di evadere e di essere protetti, la rabbia e la paura. Oggi, a causa del Covid-19, l’isolamento è diventato ancora più forte.

E così i ragazzi restano in contatto con Whatsapp vocali, messaggini, bigliettini memo, partecipando in questo modo anche alle riunioni che si tengono in reparto ogni mercoledì, quando non possono essere fisicamente presenti.

In un momento storico così drammatico, i racconti e i consigli dei giovani pazienti non sono solo utili alle persone costrette all’isolamento sociale per il lockdown, ma sono di grande ispirazione e insegnamento per tutti.

«La malattia oncologica, soprattutto in questa particolare fascia di età caratterizzata dai più vivi bisogni d’interazione sociale, può creare condizioni di isolamento in molti modi.

La più evidente è quella in camera sterile, quando un ragazzo ha un’importante riduzione delle difese immunitarie, ma anche la semplice degenza in reparto è di per sé un isolamento dai propri amici e compagni di scuola – racconta Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani Int –.

In generale, i pazienti adolescenti si trovano a vivere un’esperienza di isolamento per il solo fatto di essere malati, indipendentemente dal ricovero: molte volte si innalza una barriera invisibile tra loro, senza capelli e in attesa del prossimo ciclo di chemioterapia, e i compagni di classe, che sono invece in attesa dell’interrogazione a scuola, di un bacio dalla ragazza dei sogni, o di un weekend al mare con gli amici.

Rimanere tagliati fuori è la grande paura degli adolescenti con cancro: l’essere trattati come diversi».

Condominy, arte e architettura

Il progetto Condominy è nato da un’idea dell’artista Cristina Pancini in dialogo con Paola Gaggiotti e in collaborazione con lo studio di architettura Casatibuonsante Architects.

I ragazzi – diciassette pazienti tra 16 e 24 anni – hanno partecipato da maggio 2018 a ottobre 2019: di questi, dodici hanno vissuto questo periodo in isolamento per le terapie, mentre cinque erano fuori terapia.

«Attraverso speciali assemblee condominiali li abbiamo guidati a confrontarsi tramite una pagina chiusa di Facebook, il loro spazio virtuale comune: i ragazzi hanno descritto ciascuno la propria stanza ideale, un po’ reale e un po’ di fantasia, con testi, immagini, disegni e musiche. Le diverse stanze sono diventate questo condominio speciale, uno spazio comunicante che unisce idealmente i ragazzi nelle loro camere, case e città diverse», spiega Pancini.

Le tracce di questo lungo percorso sono adesso in questo libro che si può ricevere gratuitamente via mail all’indirizzo condominy@gmail.com oppure direttamente tramite la pagina Instagram @Condominy.

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